Roma Ostiense: La stazione che sembra un porto

Da molti anni ormai nella capitale italiana arrivano migliaia di profughi in fuga dalla guerra. Nel cuore della città, a Ostiense, esiste una tendopoli, che le associazioni umanitarie non esitano a definire un “porto di secondo sbarco”. Nel campo vivono in condizioni disumane centinaia di rifugiati. A ridosso della giornata mondiale del rifugiato, prevista per il 20 giugno, la Ong Medu accende i riflettori su questa realtà agghiacciante.
Da circa due mesi, in un’area adiacente alla stazione Ostiense, esiste una tendopoli che ospita oltre centro profughi. Provengono soprattutto dall’Afghanistan, molti sono minorenni e la maggior parte di loro è titolare di protezione internazionale; nonostante questo però le istituzioni non si sono mai occupate seriamente di loro, cercando solo soluzioni emergenziali (ad esempio offrendogli ospitalità nel periodo invernale nelle strutture predisposte all’emergenza freddo), senza individuare soluzioni di accoglienza e integrazione sostenibili. La tendopoli che c’è oggi è autogestita dai migranti stessi, aiutati dai medici di Medu, Medici per i diritti umani, e da singoli cittadini che contribuiscono come meglio possono a migliorare la vita dei ragazzi.
“E’da tempo ormai che chiediamo alle istituzioni di realizzare un centro di protezione e tutela in quest’area” dichiara Medu “ma fino ad oggi non ci è arrivata nessuna risposta”. Accanto alla tendopoli infatti si trovano le strutture dell’ex Air Terminal, oggi abbandonate a se stesse, che potrebbero essere riconvertite in un esempio di accoglienza per i rifugiati, accoglienza che, d’altronde, in base alle leggi nazionali e le convenzioni internazionali, il nostro governo è obbligato a fornire. 
La sera del 20 giugno, nel corso della giornata mondiale del rifugiato, un cappello di associazioni invita i cittadini di Roma a partecipare a un incontro in solidarietà con i profughi, proprio nel terreno dove sorge la tendopoli, di fronte all’ex Air Terminal di Ostiense. Un’occasione importante per conoscere una realtà che esiste ormai da troppo tempo nel cuore di Roma e per lottare a favore di standard di accoglienza dignitosi.
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