Occupato il teatro Valle a Roma

Inaugurato nel 1727, il teatro Valle, a due passi dal senato, nel pieno centro di Roma, è ufficialmente chiuso da metà maggio. Il teatro faceva capo all’ETI, ente teatrale italiano, soppresso dalla finanziaria 2010. Da allora non esiste in Italia un ente preposto alla promozione del teatro a livello nazionale. Le prospettive per il Valle, stando ai propositi espressi da Dino Gasperini, assessore alla cultura del comune di Roma, passano per un bando europeo. In molti hanno espresso interessamento per la futura gestione della struttura, da Alessandro Baricco, che coverebbe un progetto di teatro-bistrot, al famigerato Luca Barbareschi. “Un bando europeo allude a un processo che tralascia e ignora le straordinarie competenze di quanti realmente lavorano da anni nel mondo del teatro e che hanno il diritto e il dovere di partecipare alla creazione di una nuova èra del teatro Valle.” Così racconta Silvia, una delle circa 100 persone che hanno occupato stamattina il teatro. Lo scopo dell’occupazione è sollevare, attraverso il caso eclatante del Valle, il problema del totale disinvestimento sulla cultura nel nostro paese. Il problema non è retorico, non si tratta di un semplice appello alla cultura come strumento di crescita sociale e umana. A prendere parola sono lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, precari o intermittenti, disoccupati o in possesso di un impiego stabile. Tutte queste persone – non solo attori e registi, ma anche tecnici, costumisti, scenografi – sono entrate nel Valle per tracciare una prospettiva, una via di fuga dal pantano culturale ed economico in cui ci troviamo. Per il momento incassano il sostegno di decine di personalità della cultura italiana che sottoscrivono il loro appello. Prima firmataria Franca Valeri.

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