Tunisia: tornano censura e arresti

Nonostante la rivoluzione, la censura su internet e gli arresti arbitrari non sono cessati in Tunisia. A destare particolare preoccupazione nelle ultime settimane è stato il processo ai danni di un commissario di polizia che aveva denunciato la corruzione e la connivenza con il vecchio regime di numerose personalità che ancora oggi ricoprono incarichi important nell’amministrazione pubblica. Samir Ferrani è stato arrestao lo scorso 29 maggio e accusato, al termine di un processo per direttissima davanti ad una corte militare, di attentato alla “sicurezza dello stato”. La sua colpa è stata quella di aver denunciato in alcune lettere indirizzate al Ministro degli Interni la presenza di diversi “torturatori” tra le fila dei dirigenti pubblici che ancora oggi controllano settori vitali dell’amministrazione. Persone, ha sottolineato Ferrani a più riprese, che hanno avuto responsabilità nell’uccisione a dicembre e gennaio di centinaia di manifestanti ma che ancora oggi sfuggono a inchieste e processi. Ferrani, che attualmente si trova in carcere, aveva anche denunciato la sparizione di diversi documenti dagli archivi del Ministero degli Interni e raccontato di tentativi di intimidazione subiti a più riprese dai suoi superiori. “Chiediamo la sua immediata liberazione” scrive in un comunicato stampa l’Ifex, la rete internazionale per la libertà di espressione, che sottolinea il timore di un ritorno a “pratiche da vecchio regime che oramai si pensava superate”. Quello di Ferrani non è l’unico episodio a destare preoccupazione. Lo scorso 6 maggio la polizia ha duramente represso una manifestazione di giornalisti procedendo poi con diversi arresti. Il 23 maggio è stato invece il blogger Slim Amamou a lanciare l’allarme sul ritorno della censura in internet. Nominato, a seguito della rivoluzione, Segretario di Stato per i giovani e lo sport, Amamou ha deciso per protesta di dimettersi dall’incarico. “Il premier” scrive l’Ifex “deve impedire che alcune fazioni continuino a violare i diritti alla libertà di parola dei cittadini tunisini, soprattutto in vista delle elezioni libere”. Inizialmente previsto per la fine di luglio il voto in Tunisia per l’elezione di un’assemblea costitutente è stato rinviato al 23 ottobre.

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