Amina, l’attivista rapita a Damasco

Nella mattina del 6 giugno Amina Abdallah, attivista e blogger siriana, è stata rapita nella capitale del suo paese. Secondo una testimone la ragazza è stata afferrata da tre uomini mentre camminava per le strade del centro,  spinta in un’auto e condotta in un luogo ad oggi sconosciuto. Il padre di Amina, al Omari Abdallah ha lanciato un appello disperato: “se qualcuno sa qualcosa rispetto a dove lei si trovi, per favore mi contatti presso la mia abitazione o mandi un e-mail a mia nipote, Rania Ismail a onepathtogod@gmail.com”.
Amina è un’attivista queer siriana,  che nel suo blog si è spesso occupata dei diritti glbtq. “Amina é sicuramente una voce “scomoda”” spiega Infoaut, il collettivo italiano che di recente aveva pubblicato un suo articolo “una donna lesbica, una militante, una blogger, che ha vissuto sia negli Usa che in Siria, una cittadina in una Damasco scossa dal vento delle proteste, che mette a nudo le contraddizioni di un potere politico, economico, sociale (sia esso occidentale o “arabo”) che trova nei corpi uno dei suoi terreni di battaglia privilegiati”.

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