La lotta informatica all’ecomafia è rinviata

Avrebbe dovuto essere operativo già dalla prima settimana di giugno e costituire così un valido strumento per la lotta al business dello smaltimento illegale dei rifiuti. Per l’ennesima volta però il Sistema informatico per la tracciabilità dei rifiuti (Sistri) è stato rinviato, con lo slittamento al 1° settembre deciso dal Ministero dell’Ambiente. Una decisione, spiega Alessandro Iacuelli di Altrenotizie, dovuta alla forte pressione sul governo da parte delle associazioni di categoria e in particolare da Confindustria ma anche da Confartigianato e da Coldiretti che punterebbero non solo ad allungare i tempi ma anche a diluire le multe previste. Già rinviato nel 2010, il Sistri prevede l’informatizzazione dell’attuale sistema cartaceo per la registrazione dei rifiuti speciali, dando il via ad una serie di misure che dovranno permettere la tracciabilità dello smaltimento dalla fonte di produzione fino alla discarica. Attraverso chiavette Usb e sistemi Gps montati sui camion adibiti al trasporto, tutti gli spostamenti verranno monitorati dalle forze dell’ordine. Un sistema che, “nel momento in cui dovesse essere realmente applicato, costituirebbe un utile forma di contrasto alle ecomafie” sottolinea Iacuelli. L’Italia è infatti uni dei pochi paesi in Europa che ancora si affida alla carta per la registrazione e il monitoraggio dello smaltimento di rifiuti pericolosi. Il sistema che avrebbe dovuto essere sostituito con il Sistri ai primi di giugno offre ampi margini alle contraffazioni anche perché i dati complessivi sui rifiuti sono normalmente disponibili solo due o tre anni dopo la registrazione. Le pressioni esercitate in questi ultimi mesi soprattutto da Confindustria sono riuscite non solo a far slittare l’entrata in funzione del sistema ma anche a ridurre le multe in caso di inadempimento. Il governo deve però rispondere anche alle pressioni di Bruxelles che in più occasioni ha già sanzionato l’Italia, paese che ancora oggi è in testa alla classifica dei paesi europei per numero di crimini ambientali concernenti i rifiuti.

 

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