Acqua: la TV del referendum

Ci sono gli appelli di Camilleri, Vecchioni, Ettore Scola, ma soprattutto le decine e decine di video autoprodotti confezionati durante la campagna referendaria da comuni cittadini. A pochi giorni dal voto, la TV del referendum sull’acqua raccoglie l’effervescenza di una campagna senza precedenti, lanciata dal basso e promossa da comitati locali e da migliaia di singole persone che hano deciso di mobilitarsi a modo loro. Una vulcanica creatività, come si legge sul sito referendumacqua.tv, attraverso cui si è controbilanciato sul web, il boicottaggio dei media tradizionali.
E mentre sulla rete spopolano i video virali, a Roma il sindaco Alemanno ingaggia una ben più arcaica battaglia contro i manifesti che invitano a votare si. Dalla sera alla mattina, denuncia un comunicato stampa del comitato per il sì all’acqua pubblica, i manifesti spariscono dalla plance installate per la campagna referendaria dallo stesso comune. Ad occuparsi dell’anti attacchinaggio squadre di vigili urbani che prendonio di mira, a quanto pare, solo i manifesti referendari. Da casa pound alla destra sociale il resto di manifesti che occupano i muri della capitale rimane invece miracolosamente intatto.

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