Il blog è clandestino: la condanna che imbavaglia il web

Era circa 30 anni che il reato di stampa clandestina non veniva più applicato in Italia. La Corte di Appello di Catania ha deciso però che era il caso di rispolverare questo vecchio articolo risalente al periodo fascista e condannare Carlo Ruta, autore del blog “Accade in Sicilia” e colpevole di non aver registrato il proprio sito presso il Tribunale. Una sentenza clamorosa, che conferma quella emanata in primo grado dal Tribunale di Modica, il 9 maggio del 2008 e che in pratica equipara i blog alla carta stampata. “Sono rimasto sorpreso” commenta Carlo Ruta “La sentenza del 2008 era stata accolta da tutti come una grossa anomalia e si pensava che in appello le cose sarebbero cambiate. “Invece” prosegue Ruta “c’è stata la conferma di una condanna che non è rivolta a me personalmente ma a tutto il web italiano. Una mannaia che suona come una vera e propria intimidazione”. La sentenza di Catania è stata emanata il 2 maggio scorso, ma la notizia è stata resa pubblica solo la scorsa settimana. Ora la decisione, come sottolineano anche le varie realtà che, a cominciare dalla FNSI hanno espresso solidarietà al blogger siciliano, mette a rischio gli oltre 30 mila media attivisti e blogger che in Italia diffondo informazioni attraverso i loro siti.
Il reato di stampa clandestina risale agli anni 30 ed era stato poi ripreso nel 1948 allo scopo ufficiale di ostacolare il risorgere di pubblicazioni di ispirazione fascista. Nel corso degli anni però l’articolo, come sottolinea Carlo Ruta, non fu quasi mai applicato anche perché “i primi a farne le spese sarebbero stati i 20 mila bollettini parrocchiali che esistono in Italia”. Contro la clamorosa sentenza che rischia oggi di fare giurisprudenza e di essere applicata anche da altri tribunali, Carlo Ruta ha deciso di ricorrere in Cassazione, nonostante avrebbe la possibilità di far cadere il reato in prescrizione. “Potrei avvalermi della prescrizione ma non lo faccio perché avallerei una decisione che va contro tutto il web.”
Del resto Accade in Sicilia ha già vinto varie cause per diffamazione e il motivo di fondo delle accuse era sempre lo stesso: la pubblicazione di informazioni scomode su alcuni casi e inchieste di mafia e in particolare sull’assassinio di Giovanni Spampinato, giornalista dell’Ora assassinato nel 1972.

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