Roma, il bilancio fantasma

Approvare il bilancio comunale con sei o sette mesi di ritardo rispetto ai termini di legge è una consuetudine per la giunta Alemanno. “Non si tratta di un dettaglio, dato che è questo un modo per operare  tagli indiretti. Non vengono in sostanza finanziate le iniziative che vengono portate avanti fino all’approvazione del bilancio. Ne risentono associazioni sportive e culturali, ma anche i servizi sociali, l’assistenza di base”. Sono le parole di Umberto Marroni, capogruppo PD al comune di Roma, intervenuto il 25 maggio all’assemblea pubblica indetta da Action e sostenuta da diverse associazioni, cooperative sociali, Pd e Cgil, presso la Sala Gonzaga del comune di Roma. Tra i temi dibattuti, oltre ai tagli al sociale e alle casse dei municipi gestiti da amministrazioni di sinistra – secondo una logica che Andrea Alzetta, consigliere comunale di Roma in Action, definisce ideologica e clientelare – la possibilità che aziende come AMA, Acea e Atac, possano essere cedute a privati. Secondo i relatori dell’incontro infatti il comune sarebbe in procinto di costituire una holding che gestisca le tre aziende comunali.

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