No radar: la protesta sarda

“E’ da lunedi’ 9 maggio che occupiamo il cantiere, due settimane ormai”, racconta Vianella Mameli, del comitato No Radar di Flumminimaggiore, uno dei comuni sardi nel quale le autorità hanno deciso di installare un radar anti-immigrati. Flumminimaggiore è uno dei 18 comuni italiani nei quali dovrebbero sorgere gli EL/M-2226 ACSR, il radar israeliano a microonde comprato dalla Guardia di Finanza. In Sardegna si pensa di installarne 5, da nord a sud, lungo tutta la costa occidentale dell’isola. Quando hanno visto arrivare le ruspe, i sardi si sono precipitati e hanno occupato i cantieri, a Flumminimaggiore, ma anche a Tresnuraghes, all’Argentiera e a Sant’Antioco. “Abbiamo scoperto a febbraio, grazie all’inchiesta di Antonio Mazzeo, il progetto di costruire un radar a Sant’Antioco, ci racconta Graziano Bullegas del comitato No Radar di Sant’Antioco, poi abbiamo scoperto che si voleva installare radar in altri comuni e la protesta si è estesa”. Oggi i quattro cantieri sono presidiati, e il movimento contro i radar sta studiando i mezzi legali per fermare completamente la costruzione delle istallazioni. Nel frattempo la protesta non si placca, “siamo opposti a questi radar perché siamo contro la guerra dichiarata ai migranti, anche se installare a nord dell’isola una simile struttura per lottare contro l’immigrazione ci lascia abbastanza dubbi”, aggiunge Bullegas, “siamo contro il radar anche per delle ragioni ambientali, sanitarie e paesaggistiche”. I luoghi scelti per fare sorgere il dispositivo di controllo sono riserve naturali o parchi dove dovrebbe essere protteta la biodiversità.

Guarda la piantina dei radar anti-migranti conosciuti

Ascolta l’intervista a Graziano Bullegas, comitato No Radar di Sant’Antioco

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