In piazza a Montecitorio contro la truffa nucleare

Da lunedì il movimento contro il nucleare presidia palazzo Montecitorio dove nel pomeriggio è previsto il voto di conversione in legge del decreto omnibus, con all’interno l’emendamento che punta ad affossare il referendum sul nucleare, avallando una sospensione del programma atomico del governo. Uno “scippo” che non permetteremo, commenta dalla piazza Stefano Ciafani direttore dell’ufficio scientifico di Legambiente. Con questo emendamento truffa il governo vuole togliere ai cittadini la possibilità di esprimersi, denuncia Ciafani, “proprio in un momento in cui, come indicavano i sondaggi, la consapevolezza contro il nucleare cresceva”. Nel caso la Camera approvi il decreto e con essa la fiducia posta dal governo, il movimento contro il nucleare è comunque fiducioso nella decisione della Corte di Cassazione. L’organo dovrà infatti decidere se l’emendamento inserito dal governo nel decreto rende inutile il referendum o se invece il voto popolare sarà comunque necessario. “E’ evidente che l’emendamento del governo è contraddittorio” spiega Ciafani “sospende il programma nucleare, mentre l’obiettivo del referendum è quello di cancellarlo. Da un lato poi,  il governo dice di voler sospendere e dall’altro dice di volersi dare 12 mesi di tempo per valutare la strategia energetica italiana senza escludere l’atomo”. In piazza insieme al comitato promotore del sì al referendum sul nucleare c’è anche Satoko Watanabe leader dei verdi giapponesi e protagonista di numersoe lotte contro il nucleare. “Rispettiamo i cittadini italiani” dice ai nostri microfoni Satoko “che già 23 anni fa hanno deciso di vivere senza il nucleare. Il governo italiano non deve fermare il referendum, i cittadini devono potersi esprimere e poter votare per loro e per il loro nipoti”.

Top