Continuano le proteste in Puerta del Sol

Il giorno dopo le elezioni locali e regionali, elezioni che come previsto hanno sancito una sonora sconfitta del PSOE, tanto che dal PPE già si grida al cambio di tendenza politica nel paese, continuano le proteste in Puerta del Sol. Le piazze che stanno animando la Spagna da ormai più di una settimana rivendicano la propria indipendenza dalla dinamica elettorale e dai partiti. E’ però presumibile che in piazza in questi giorni non ci sia stata, non in forma maggioritaria per lo meno, la parte più conservatrice del paese. La sconfitta del PSOE di Zapatero, non direttamente riconducibile al movimento Democracia Real Ya, è però anch’essa conseguenza della delusione degli spagnoli di fronte ad una politica economica che non ha saputo gestire la crisi e soprattutto non è stata in grado di farne pagare i costi a chi la aveva determinata. “Ma questa è una dinamica che riguarda tutta Europa e non solo la Spagna”, dice ai nostri microfoni Antonio Vicente, giornalista di Radio Nacional de España. “In tutta Europa c’è lo stesso desiderio di incidere realmente sulle decisioni e la stessa delusione nei confronti dei propri governanti”, continua.

Ora la piazza di Madrid, la più importante del paese sia dal punto di vista numerico sia da quello simbolico, ha stabilito di continuare la protesta per almeno un’altra settimana, ma servono forme di organizzazione più continuative e capaci di incidere sulla realtà. “Per questo stamattina in piazza si discuteva di costruire dei momenti assembleari dislocati nei quartieri della città, dice ancora Antonio Vicente, “anche se qui è difficile dire da un giorno all’altro cosa accadrà e cosa possa essere deciso. Per il momento siamo qui, e crediamo molto in quello che sta succedendo, nella reale possibilità che il 15 M venga ricordato come una data in cui è iniziato un cambiamento vero”

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