Babush 32: Manicomio 2011

Sono 1500 le persone attualmente internate negli Ospedali psichiatrici giudiziari in Italia, circa 200 in più del 2007. Nonostante due sentenze della Corte Costituzionale e l’approvazione nel 2008 di un decreto del consiglio dei ministri che prevedeva un graudale svuotamento, gli Opg rimangono uno degli angoli più oscuri del sistema giudiziario italiano. Di fronte all’Opg di Aversa martedì 17 maggio si è tenuto un presidio della rete stop Opg. La manifestazione ha rinnovato la richiesta di una definitiva chiusura di quelli che un tempo venivano chiamati manicomi giudiziari e che dopo la legge Basaglia, che quest’anno compie ben 33 anni, non sono cambiati in nulla se non nel nome. Per farsi un’idea delle condizioni di vita all’interno di queste strutture basti pensare che nell’Opg Filippo Saporito di Aversa sono morte 4 persone in poco più di 4 mesi. Di questi uno si è suicidato ed uno è morto per soffocamento. “In 33 anni di carcere ho visto di tutto e ho assistito a brutalità inaudite” racconta ai nostri miccrofoni Ezio Rossi, internato in un Opg per consumo di marijuana e al termine di una lunga condanna scontata nei penitenziari di mezza Italia per altri reati. “Ma è nell’Opg di Aversa, che per la prima volta in vita mia ho avuto davvero paura”. “Ho visto cose inaudite” continua Rossi che racconta di condizioni igieniche spaventose, di violenze e abusi ordinari e della continua somministrazione di psicofarmaci. “L’internato” sottolinea Dario Stefano dell’Aquila “è una persona che ha commesso un reato, che viene dichiarata non capace di intendere e di volere e che quindi non è condannato a una pena ma ad una misura di sicurezza. La differenza apparentemente è banale, ma il punto è che mentre una pena ha una sua scadenza certa, la misura di sicurezza può essere prorogata anche all’infinito. C’è il caso famoso di un ragazzo condannato per aver rubato un pacchetto si sigarette” continua Dell’Aquila “e che a furia di proroghe si è fatto 14 anni di ospedale giudiziario”.
L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario” scrive nel suo appello la rete Stop OPG, formata da 25 associazioni, “è istituto inaccettabile per la sua natura, per il suo mandato, per la incongrua legislazione che lo sostiene, per le sue modalità di funzionamento, le sue regole organizzative, la sua gestione”. Un oltraggio alla coscienza civile, sottolinea la rete, che è improcrastinabile abolire.
Ospiti della puntata:
Dario Stefano Dell’Aquila, Antigone Napoli
Ezio Rossi, ex-internato in Opg
Gisella Trincas, UNASAM
Fabrizio Rossetti, CGIL Funzione Pubblica Sanità

One Comment;

  1. ezio rossi said:

    HOB ASOLTATO IL LINK E SPERO DI ESSERE STATO ESAUDIENTE PECCATO CHE QUANTO IO ASSERISCO SIA GIA MOTIVO DI RITORSIONE NEI MIEI CONFRONTI

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