Passpartù 32: In Calabria sbarcano fantasmi

Questa settimana percorriamo una strada intrapresa da molti migranti, soprattutto in questi ultimi mesi, anche se i media non sembrano accorgersene. Si tratta di una rotta che collega la parte est del Mediterraneo alle coste del mar Ionio, in Calabria. Sempre più spesso questi viaggiatori trascorrono alcuni giorni in Calabria, in strutture improvvisate, sotto la sorveglianza delle forze dell’ordine, per poi essere poi deportati in Puglia e da lì in Grecia.

Vi ricordate delle 84 persone di cui vi abbiamo parlato qualche settimane fà, rinviate a Patrasso dal porto di Brindisi? La notizia ci era arrivata dalle reti anti razziste greche, che avevano saputo che questo gruppo di persone era stato respinto dall’Italia, dal porto pugliese appunto. Avevamo provato a fare luce su questa vicenda, ma nè le autorità di Brindisi, nè il Ministero dell’Interno avevano voluto dirci chi erano gli 84 e da che città italiana arrivavano, pur confermadoci il fatto. Nonostante il silenzio delle istituzioni, siamo comunque riuscite a dipanare la matassa : l’8 aprile infatti una barca a vela era approdata nel porto di Roccella Jonica, in Calabria, con a bordo proprio 84 persone, la coincidenza ci era sembrata strana… abbiamo fatto un po’ di chiamate alle autorità – questura, capiteneria di porto, finanza, comune di Roccella e di Bianco, volontari della protezione civile, impiegati del Cir (Centro italiano per i rifugiati) e dell’Unhcr (Agenzia delle nazioni unite per i rifugiati). Questo è tutto quello che siamo riuscite a ricostruire:

I passeggeri della barca a vela arrivata a Roccella Jonica effettivamente erano gli stessi che il 19 aprile sono stati deportati in Grecia. Degli 84, 27 erano bambini. Sono stati tutti trattenuti per undici giorni nella palestra della scuola elementare di Roccella, sorvegliati giorno e notte dalle forze dell’ordine. Tra di loro c’erano persone provenienti dall’Afghanistan e dall’Iraq, quindi potenziali richiedenti asilo, ma non sappiamo se gli è stata data la possibilità di inoltrare la domanda di asilo. Il 18 aprile sono stati caricati su un pullman e portati a Brindisi e il 19 sono stati fatti salire a bordo del traghetto “Ionian Queen”: direzione Patrasso. Da li’ sono stati trasferiti ad Atene e trattenuti di nuovo, prima di essere rilasciati.

La vicenda non è unica nel suo genere. Anche il gruppo di 28 persone trovate l’8 maggio scorso sulle coste del comune di Bianco, a qualche chilometro da Rocella Jonica, è stato portato a Brindisi il 16 maggio, dopo avere trascorso una settimana in uno stabile della protezione civile di Bianco. Il sindaco del Comune di Bianco ci ha confermato che la barca sulla quale sono arrivati non è stata trovata e che è stato impossibile stabilire da dove arrivavano. Non solo: il 27 novembre scorso, il Ministero dell’Interno informava di avere respinto in Grecia due gruppi di migranti arrivati tra il 21 e il 23 novembre sul litorale ionico. Il primo gruppo contava 63 persone, il secondo sedici. Anche loro sono stati portati a Brindisi e da li’ a Patrasso, scortati dalla Polizia di Stato.

Sembra che in queste ultime settimane gli sbarchi sulle coste calabresi, così come le espulsioni in Grecia dal porto di Brindisi, sono diventati sempre più frequenti. In tutto il 2010, gli arrivi sono stati una ventina; mentre secondo la stampa locale, solamente dal 1 gennaio 2011 all’11 maggio, i gruppi di migranti arrivati sono stati ben diciotto. Per anni, per arrivare in Italia e nel resto d’Europa, i migranti che raggiungevano la Grecia attraverso la Turchia cercavano di imbarcarsi sui traghetti che collegano i porti greci di Patrasso e Igumenitsa ai porti italiani dell’Adriatico, nascondendosi sotto ai tir. Ma oggi i controlli alle frontiere si sono intensificati: al loro arrivo nei porti italiani, vengono quasi sempre rinviati in Grecia, a bordo dello stesso traghetto. Il CIR – Consiglio Italiano per i Rifugiati – è presente in alcuni porti dell’Adriatico, ma molto spesso non è nemmeno avvisato dalle forze dell’ordine dell’arrivo dei migranti, che quindi non hanno neanche la possibilità di fare la domanda di asilo. Poichè quindi questa strategia è diventata quasi del tutto impraticabile, le persone cercano altre rotte, imbarcandosi su barche e gommoni verso le coste calabresi.
Come ha confemato Gianfranco Schiavone, dell’ASGI – Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, il trattenimento coatto e l’espulsione verso la Grecia dei migranti sono pratiche illegali, a maggior ragione se non si conosce il paese di provenienza. Gli accordi di riammissione siglati tra l’Italia e la Grecia prima dell’entrata in vigore degli accordi Schengen sono, ha spiegato Schiavone, superati dalle nuove direttive europee, eppure ogni giorno l’Italia si avvale di questi accordi per espellere di nascosto i migranti arrivati sulle sue coste meridionali a bordo di un traghetto o di barche di fortuna.

La Grecia, dove l’Italia rinvia quasi quotidianamente migranti e profughi, è stata condannata dalla Corte Europea dei diritti umani il 21 gennaio scorso per trattamenti degradanti, dal momento che “le condizioni di detenzione e le condizioni di vita dei richiedenti asilo in Grecia non sono compatibili con i principi della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo”, afferma la Corte. La stessa Corte ha condannato il Belgio per avere deportato nella penisola ellenica un richiedente asilo, ignorando deliberatamente la situazione. E’ importante ricordare poi che nella penisola ellenica la vita per i migranti si fa ogni giorno più difficile. Il 3 maggio scorso ad Igumenitsa, porto di partenza dei traghetti e rifugio per molti migranti, centinaia di persone hanno partecipato ad una manifestazione contro gli stranieri, all’ingresso del porto. Al corteo erano presenti gli abitanti, i rappresentanti politici e molti militanti di estrema destra provenienti da altre località. Durante la manifestazione, i gruppi fascisti hanno attaccato la collina alle spalle di Igoumenitsa dove sono accampati migranti; come si vede bene in un video diffuso su internet, la polizia prima ha lasciato fare e poi ha addirittura aiutato i fascisti ad aggredire i migranti; alcuni lacrimogeni sono stati lanciati sulla collina e diverse baracche hanno preso fuoco.
Anche Atene in questi giorni è stata teatro di numerose violenze razziste. Il 10 maggio scorso un furto si è tragicamente concluso con l’omicidio di un cittadino greco; nelle ore successive i media hanno puntato il dito contro “tre sospetti di carnagione scura”, come è riportato sul sito greco Infomobile, e da allora è partita la caccia all’uomo da parte di gruppi di estrema destra. Il 10, l’11 e il 12 maggio, i gruppi fascisti si sono dati appuntamento in diverse strade della capitale per aggredire i migranti che incontravano. L’11 maggio, un cocktail molotov era stato lanciato nella sede di un’associazione pakistana. Il 12 almeno venticinque migranti sono stati portati in ospedale, dodici di loro sono stati feriti con coltelli e uno è stato raggiunto da un colpo di pistola; lo stesso giorno un ragazzo bengalese di 21 anni è stato pugnalato a morte.

Ospiti della puntata: Gianfranco Schiavone, Polyxeni Andreadou, Moed
Ringraziamo le reti antirazziste greche e il collettivo Diktyo

In redazione: Ciro Colonna e Andrea Cocco

Passpartù è un programma a cura di Elise Melot e Marzia Coronati

Clicca qui per ascoltare le precedenti puntate di Passpartù

One Comment;

  1. Pingback: Passpartù / Sbarchi fantasma | Napoli Monitor

Comments are closed.

Top