Israele rinnova la catastrofe: fuoco sulla folla

Domenica 15 maggio, durante le dimostrazioni in memoria della Nakba – letteralmente giorno della “catastrofe”, per 700.000 palestinesi cacciati dalle loro terre 63 anni fa in seguito alla fondazione dello stato di Israele – l’esercito israeliano ha sparato sulla folla inerme che faceva pressione sui valici di frontiera. Ancora imprecisato il numero delle vittime, che oscilla comunque tra le 11 e le 16. Centinaia invece i feriti, molti dei quali gravi. Numerosi anche i bambini colpiti dal fuoco israeliano.

La dimostrazione dei palestinesi era dislocata in corrispondenza dei diversi check-point, tanto interni quanto esterni. Una pressione simbolica che tentasse per un giorno di ribaltare l’assedio in cui i palestinesi sono costretti a vivere da 63 anni. Al tentativo dei ragazzi palestinesi di scavalcare le recinzioni e forzare i blocchi l’esercito israeliano ha reagito senza esitare, sparando. Hanno usato proiettili esplosivi e lanciato anche delle bombe, racconta Angela, della carovana “Restiamo Umani”, partita pochi giorni fa per Gaza, in memoria di Vittorio Arrigoni e per ribadire la solidarietà degli attivisti italiani al popolo palestinese.

Nel frattempo le istituzioni italiane sembrano impegnate esclusivamente nel ribadire il proprio sostegno incondizionato allo stato di Israele. Il ministro degli esteri Frattini ha infatti dichiarato che “La situazione e’ tesa, purtroppo si tratta dell’azione di estremisti che celebrano il giorno dell’indipendenza dello stato di Israele chiamandolo il giorno della catastrofe”, sostenendo inoltre che “dobbiamo tutti ancora mantenere con forza un principio: il diritto all’esistenza e alla sicurezza dello stato di Israele non e’ negoziabile”. Ma le manifestazioni di amicizia incondizionata nei confronti di Israele non giungono solo dal governo. Anche il presidente della repubblica Napolitano, in visita proprio nei giorni della ricorrenza della fondazione delle stato israeliano, non ha mancato di riconoscere Israele come “punto di riferimento democratico nell’area”. Napolitano ha inoltre sottolineato come “la fondazione dello Stato di Israele sia un evento storico che non può essere messo in dubbio”. Neanche una parola sui morti ammazzati al confine,  le ennesime vittime della brutale repressione e dell’arroganza israeliana.

Nel pomeriggio si terrà a Roma un presidio a Piazza S.Marco in solidarietà con le vittime della giornata di ieri.

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