Cassibile: patate e caporalato

A Cassibile è riniziata in questi giorni la raccolta delle patate. Come ogni anno, centinaia di braccianti stanno accorrendo per lavorare nelle campagne, ma il centro di accoglienza non è stato ancora riaperto e l’unica tendopoli allestita, a ridosso di un’autostrada, non è sufficiente.

In campo della Croce Rossa allestito in questi giorni è costato novantamila euro, ma può ospitare solo 120 persone, meno della metà di quelle arrivate in questi giorni, ed è stato costruito in un’area pericolosa, vicino allo svincolo dell’autostrada. I primi arrivati si sono sistemati nelle tende, gli altri dormono nella campagne, in case abbandonate o sotto gli alberi. “Il lavoro quest’anno c’è” dice Gianpaolo, cittadino di Cassibile “per cui è possibile che arrivino altre persone. Qui nessuno parla, non esiste una struttura in difesa dei migranti, e tra gli abitanti c’è molta intolleranza”.

Il lavoro nelle campagne spesso si basa sul caporalato. I caporali la mattina scelgono i lavoratori, guadagnano sul lavoro dei braccianti e si fanno pagare anche il viaggio in macchina fino ai campi. MOlti braccianti vengono qui da tanti anni, conoscono il sistema. I nuovi arrivati da Lampedusa in questa settimana in vece non vengono, perchè dai centri in cui sono reclusi non possono uscire.

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