Mineo: Il centro di detenzione a cinque stelle

Continuano le proteste al Mineo, il centro di accoglienza per richiedenti asilo in provincia di Catania che oggi ospita circa 1800 migranti. Una protesta c’è stata lo scorso 10 maggio, quando un gruppo di ragazzi ha bloccato la statale Catania-Gela per più di tre ore, e un’altra sarà messa in atto venerdì 13 maggio, se le cose non cambieranno.

Il maggior motivo delle proteste è l’incertezza sull’andamento dell’iter delle domande di protezione internazionale che i detenuti hanno inoltrato. “Ci sono persone che aspettano da mesi e non sanno quando la Commissione si insedierà per decidere sui loro casi” ha spiegato Alfonso Di Stefano, della rete antirazzista di Catania “dopo il blocco dell’autostrada il funzionario di poliza ha messo per iscritto che ha ricevuto due telefonate da parte del Ministero dell’interno per garantire che la Commissione verrà venerdì, se questo non accadrà ci sarà una nuova portesta, ancora più organizzata delle precedenti”.

All’interno del centro l’insofferenza cresce, periodicamente vengono effettuati trasferimenti verso altri centri senza preavviso. Nei giorni scorsi quindici persone sono state spostate altrove, lontano dagli occhi dei media, che non hanno accesso alla struttura. I migranti racontano che il cibo è scadente, il vestiario a disposizione è poco, non hanno schede telefoniche nè accesso a internet, non possono cucinare nonostante gli appartamenti siano dotati di cucine. “E’un centro di detenzione a cinque stelle” conclude Di Stefano “in cui la condizione di reclusione, di isolamento e di incertezza sul futuro sta disgregando le varie comunità all’interno della struttura e generando in episodi di violenza”.

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