Ennesima aggressione fascista a Roma

Durante la notte tra il 10 e l’11 maggio Roma è stata teatro dell’ennesima aggressione ad opera di militanti di Casa Pound. Da qualche settimana il IV Municipio è stato preso di mira dai neofascisti, che a seguito di una occupazione in via Val D’Ala, “occupazione vuota di contenuti sociali e atta solo a fomentare odio e creare disordine”, hanno iniziato le loro scorribande per il territorio del municipio. A farne le spese, di volta in volta, attivisti o studenti vicini agli ambienti dei centri sociali e delle lotte studentesche. Questa notte è stato il turno di Luca Blasi, conosciuto nel territorio per il suo impegno sociale e politico. “Lo hanno attaccato alle spalle, con coltelli e con una bottiglia rotta con la quale hanno tentato di sfregiarlo. Solo grazie alla prontezza di Luca”, racconta Valerio, altro attivista di Horus Project, “l’attacco non si è trasformato in tragedia. Oggi potevamo star raccontando un epilogo ben diverso e ben più grave”.

“Quella dei neofascisti di Casa Pound è una strategia che trova legittimazione nelle politiche istituzionali di comune e regione, che stipulano patti elettorali con i movimenti di estrema destra, sostengono e patrocinano le loro iniziative e non hanno remore nell’utilizzare i loro metodi violenti per contrastare le lotte sociali e creare disordine e panico in città”, continua Valerio. Ne è testimonianza il fatto che il comune di Roma si sia impegnato ad acquistare il palazzo in cui risiede Casa Pound in Via Napoleone III, per l’ammontare di 11 milioni di euro.

Nella mattinata dell’11 maggio si è tenuta in Campidoglio una conferenza stampa, cui hanno preso parte centinaia di persone, per denunciare l’accaduto e spingere le istituzioni a prendere posizione. Rifiutando la logica degli opposti estremismi, come viene ribadito nel comunicato di lancio dell’iniziativa.

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