Grecia: continua lo sciopero della fame dei migranti rinchiusi

Più di una settimana fà un gruppo di 9 profughi ha cominciato uno sciopero della fame nel centro greco per migranti di Soufli – in realtà un posto di polizia – vicino alla frontiera con la Turchia. Nonostante i tentativi della polizia di dividerli per indebolirli e far cessare la loro lotta, i migranti tengono duro e vanno avanti con lo sciopero. In una lettera che riportiamo tradotta, i 9 denunciano le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere: mancanza di spazio e sporcizia ovunque; “vivendo in queste condizioni”, scrivono, “abbiamo dimenticato di essere uomini”. Denunciano anche il carattere arbitrario della loro detenzione, cosi’ come della loro liberazione: senza ragioni specifiche, gli afgani vengono rilasciati dopo pochi giorni, mentre un profugo iraniano puo’ essere rinchiuso per 2 giorni, ma anche per 2 o 6 mesi. Non ci sono regole. Migliaia di persone ogni anno vengono rinchiuse fino a 6 mesi in uno dei cinque centri allestiti lungo la frontiera greco-turca. Le condizioni di detenzione sono quelle descritte dagli scioperanti, l’assenza di informazione e l’arbitrio sono la norma in questo sistema.

La lettera degli scioperanti:

Noi detenuti del centro di detenzione di Soufli che sottoscriviamo questa lettera, denunciamo per iscritto: il comportamento della polizia, le condizioni di detenzione, la mancanza di pulizia, la qualita’ del cibo.

Vi descriviamo in poche parole le condizioni della nostra detenzione qui:

Prima di tutto, lo spazio in cui noi rifugiati siamo in realtà imprigionati è sotto ogni aspetto sconfortante e scandaloso. Per quanto riguarda la situazione igienica, la mancanza delle condizioni fondamentali mette la vita dei rifugiati in pericolo. Le toilettes sono senza porte, senza finestre e puzzano tanto. Nelle celle le persone dormono una sopra l’altra. Nei periodi in cui il numero dei detenuti aumenta, si dorme pure di fronte al bagno. A volte, quando proprio non c’è più spazio, i detenuti mettono cartoni per terra e dormono dentro i bagni. Quando ci si ammala, il “medico” per qualsiasi problema somministra sempre e solo “Depon” (farmaco a base di benzodiazepine, n.d.t.). La nostra situazione qui è tragica e sconfortante. A causa delle celle piene di spazzatura e dei bagni sudici siamo sempre tutti malatti. Vivendo in queste condizioni abbiamo dimenticato di essere uomini.

Ci dispiace tanto per il comportamento della polizia. Perchè deve esistere una tale situazione in un paese europeo dove si suppone che ci siano leggi e rispetto? Perchè ad esempio un rifugiato iraniano e’ detenuto per 20 giorni, un altro per 2 mesi ed un altro ancora per 6 mesi? Se ci sono le leggi, allora perchè queste leggi non sono uguali per tutti? Perchè il mese scorso tutti gli afgani sono stati rilasciati in una notte, mentre noi iraniani rimaniamo rinchiusi qua dentro? Questa non e’ una distinzione?

Siamo 9 rifugiati che siamo in sciopero della fame, domandando di essere rilasciati al piu’ presto possibile. Non possiamo sopportare questa situazione. La pazienza ha dei limiti e la nostra ormai li ha raggiunti. Lo sciopero della fame è per il diritto alla libertà.

Speriamo che ci sentiate e che facciate qualcosa

Seguono le firme dei 9 rifugiati

Top