Parigi: sgomberati i tunisini di Lampedusa

Domenica 1 maggio un centinnaio di tunisini di Lampedusa, dopo aver trascorso diversi giorni e in molti casi intere settimane in un parco di Parigi, la Villette, hanno occupato un palazzo vuoto di proprietà del comune, nel 19mo arrondissement. “Hanno occupato questo posto il 1 maggio, dopo la manifestazione dei lavoratori, ha raccontato Omeyya Seddik ai nostri microfoni, per organizzarsi e per proteggersi dai continui attacchi della polizia che organizzava una vera caccia all’uomo per le strade”. Il 4 maggio, su richiesta del comune, che qualche giorno prima esprimeva la sua solidarietà ai migranti tunisini, lo stabile è stato sgomberato dalla polizia e le 128 persone che si trovavano dentro sono state fermate, cosi’come altre 20 che manifestavano davanti al palazzo. Il comune ha giustificato tale scelta affermando che lo stabile era malsano e dunque pericoloso per gli occupanti, aggiungendo che “delle soluzioni di alloggio erano state proposte ai tunisini”. “Accettando la proposta del comune avrebbero dovuto dividersi, non c’erano abbastanza posti per tutti, continua Seddik, hanno preferito rimanere solidali”. In più, gli alloggi proposti dal comune prevedevano “un’organizazzione disciplinare, non sarebbero stati liberi nei loro movimenti”, continua Seddik. I tunisini arrestati sono ancora rinchiusi all’interno di diversi commissariati della capitale e varie associazioni hanno convocato oggi alle 18.00 un presidio davanti al Ministero degli Interni per chiedere la liberazione di tutte le persone arrestate.

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