Medio Oriente: Il vento di trasformazioni soffia anche in Palestina

E’stato firmato al Cairo un accordo tra Fatah e Hamas che potrebbe sfociare nella riunificazione palestinese. Nonostante le divergenze e i punti problematici, il documento sembra segnare un passo decisivo per il processo di pace.

L’accordo di riconciliazione, firmato dai due leader Abu Mazen e Khaled Meshall, è stato salutato con feste e manifestazioni di piazza dai palestinesi. Dopo quattro anni di violenze, perpetrate a danno di un popolo che già subisce l’occupazione israeliana, l’intesa potrebbe significare una svolta epocale. Il documento infatit mira a portare i palestinesi uniti alla seduta di settembre dell’Assemblea Generale dell’Onu, nella quale dovrebbe essere annunciata la costruzione dello stato di Palestina nei territori di Cisgiordania e Gaza, con capitale Gerusalemme est, uno stato che sarà sui confini del ’67, e che riconosce quindi lo stato d’Israele.

“Questa unità è stata raggiunta anche grazie alle grandi trasformazioni in atto nei paesi arabi” commenta l’ex vice-presidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini ” al fatto che l’ex-presidente egiziano Mubarak non c’è piu e il leader siriano Bashar al-Assad vacilla. Il movimento giovanile del 15 marzo ha avuto un ruolo importante, anche se è stato un movimento delle elite, perche questi giovani sono quelli della città e figli dell’elite, ma ha dimostrato il protagonismo delle nuove generazioni”. La Morgantini ha sottolineato anche il ruolo de i comitati popolari, che da anni lottano contro l’occupazione militare e contro il muro, e quello dell’autorità palestinese della Cisgiordania, che ha scelto la strada della non violenza.

“La riconciliazione apre la strada a una pace giusta” ha dichiarato Abu Mazen alla firma dell’accordo “ora sarà Israele che dovrà scegliere tra colonizzazione e pace”. Un ostacolo, quello di Israele, che potrebbe mettere in pericolo la possibilità di pace. “L”ultimo ricatto del premier israeliano Netanyahu, peraltro osteggiato dalle forze interne, è di non pagare ai palestinesi le tasse che Israele raccoglie per l’autorità palestinese e che dovrebbe versare al suo popolo” prosegue Luisa Morgantini, che conclude “io mi auguro che sappiano trovare la strada per andare avanti e arrivare alle elezioni entro un anno, il primo test saranno le municipali di luglio. Mi auguro che Hamas rimuova gli impedimenti fatti fino ad ora, è difficile ma spero che prevalga la saggezza e che sia la causa palestinese a prevalere”.

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