Ex Cinema Palazzo, assemblea senza Gasperini

Si è svolta senza la presenza dell’assessore alla cultura del comune di Roma Gasperini la tanto attesa assemblea pubblica dell’ex Cinema Palazzo, oggi Sala Vittorio Arrigoni, nel quartiere di S.Lorenzo a Roma. Lo spazio, occupato dal 15 aprile dagli abitanti del quartiere per impedire che venga trasformato in casinò, è tuttora presidiato dai cittadini, in attesa che le istituzioni si pronuncino sulla destinazione dello stabile. L’assessore Gasperini – che aveva garantito la propria presenza salvo disdire all’ultimo momento – nei giorni scorsi aveva rilasciato dichiarazioni a favore di una destinazione culturale dell’ex cinema, dichiarazioni che ha poi ritrattato per mezzo stampa. Durante l’assemblea, partecipata da centinaia di persone, del quartiere e non, si è discusso delle possibili modalità per restituire la struttura ad un utilizzo sociale e aperto al quartiere. Durante i loro interventi, il presidente del III municipio Marcucci e l’assessore alla cultura della provincia di Roma D’Elia hanno preso impegni per farsi portavoce degli indirizzi che gli abitanti del quartiere hanno chiarito con determinazione in queste settimane. In particolare l’assessore D’Elia si è impegnata a promuovere un tavolo di trattativa tra occupanti e proprietà, in cui le istituzioni facciano da mediatori e garanti. Ancora non sono stati esplicitati i tempi di tale iniziativa, che è riconosciuta dagli occupanti come l’unica via d’uscita plausibile, una via d’uscita che parli di dialogo costruttivo tra istituzioni e società civile. In molti sono invece rimasti perplessi ascoltando le dichiarazioni del presidente Marcucci che, alla richiesta di difendere l’occupazione, facendosi in qualche modo garante del fatto che non venga sgomberata dalla forza pubblica, ha semplicemente dichiarato che questa forma di lotta, essendo al di fuori della legalità, dovrebbe rientrare, per trovae altre forme e sedi di soluzione e dibattimento. Gli occupanti ribadiscono invece che fino a quando non verrà trovata una soluzione che assicuri il cambio di destinazione d’uso del posto e scongiuri l’apertura del casinò, loro continueranno a presidiare lo spazio. Spazio che, giova ricordarlo, in queste settimane ha goduto di una straordinaria vitalità artistica e culturale ed è stato attraversato da migliaia di persone. Basti pensare che in queste poche settimane più di 4000 persone hanno firmato la petizione contro il casinò e a favore del teatro.

Top