Parigi: i tunisini di Lampedusa occupano uno stabile

I tunisini di Lampedusa, come loro stessi si definiscono, hanno occupato il 1 maggio a Parigi uno stabile vuoto di proprietà del comune, nel 19imo arrondissement. Dopo settimane tracorse nel vicino parc de la Villette, a nord della capitale, dal quale venivano sistematicamente cacciati dalle forze di polizia, hanno deciso di occupare un edificio, chiedendo in un comunicato al sindaco di Parigi Bertrand Delanoe “un luogo per vivere insieme e organizzarci”. Il sindaco parigino aveva bollato come “misera” la politica messa in atto da Sarkozy nei confronti dei migranti provenienti dall’Italia e, uscendo dall’ombra e dal silenzio, i tunisini presenti a Parigi si sono dunque rivolti a lui. Per ore è stato impossibile per chiunque avvicinarsi allo stabile, circondato dalla polizia, ma nel pomerriggio del 2 maggio, dopo lunghe negozziazioni con il comune, il blocco poliziesco è stato rimosso. Ieri sera il comune ha offerto ai tunisini dei posti letto in diverse strutture di emergenza ma l’offerta è stata rifiutata, il rischio di ricadere nell’invisibilità era forse troppo alto. Infatti i tunisini l’hanno scritto ben chiaro sullo striscione appeso alle finestre dello stabile: “nè polizia nè carità, un luogo per organizzarsi”. Oggi, 3 maggio, il comune di Parigi ha proposto agli occupanti di mettere a loro disposizione uno stabile gestito da un’associazione dove potrebbero dormire tra le 80 e le 100 personne. I tunisini stanno valutando la proposta e hanno convocato un presidio davvanti allo stabile per le 18.00.

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