Primo maggio, sciopero selvaggio

Il primo maggio a Roma non è stato solo beatificazione di Karol Wojtyla e concerto nazional-popolare in piazza San Giovanni. Durante la mattinata circa 150 tra studenti, precari, migranti, attivisti della rete “Uniti per lo sciopero” e rappresentanti sindacali della Fiom, hanno attraversato Via del Corso per protestare contro l’ordinanza comunale che consente di tenere aperte le attività commerciali il giorno della Festa dei Lavoratori. Il piccolo corteo ha percorso la via dello shopping obbligando a chiudere per alcune decine di minuti tutti i negozi aperti incontrati sul proprio cammino, per la maggior parte grandi catene (tra queste Zara, La Rinascente, H&M, Nikestore, Tezenis). Il picchetto precario ha incontrato il favore dei lavoratori, che tra il divertito e lo stupito hanno apprezzato la solidarietà e i caffè offerti loro, raccontando in molti casi di essere stati obbligati a lavorare, pena il licenziamento. “Questa è solo la prima delle iniziative previste da qui al 6 maggio, per generalizzare lo sciopero anche a quelle categorie e situazioni che non hanno diritto o modo di scioperare in forma classica”, spiegano gli attivisti di Uniti per lo sciopero.

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