Chiusure e aperture delle frontiere europee

Si aprono e si chiudono le tante frontiere interne all’Unione Europea. Il 1 maggio scorso il presidente della Commissione Europea Barroso, rispondendo alla richiesta di Sarkozy e Berlusconi di ripristinare le frontiere interne all’UE per bloccare i migranti in Italia, modificando così il trattato di Schengen che assicura la libera circolazione delle persone nello spazio europeo, ha affermato che “il ripristino temporaneo delle frontiere è una possibilità”. Lo stesso giorno, dopo 7 anni di restrizione, i cittadini provenienti dalla Repubblica Ceca, dall’Estonia, dalla Lettonia, dalla Lituania, dall’Ungheria, dalla Polonia, dalla Slovenia e dalla Slovacchia, hanno finalmente avuto il diritto di lavorare nell’insieme dei paesi dell’UE, sensa dover chiedere un permesso di lavoro. Infatti, quando questi paesi entrarono a fare parte dell’Unione, gli altri paesi europei crearono limiti e divieti di accesso ai loro mercati nazionali. Poco a poco queste restrizioni sono state rimosse, tranne che in Germania e in Austria, dove fino al 30 aprile scorso venivano imposti limiti all’accesso dei cittadini provenienti da questi paesi. Ora queste limitazioni sono state superate, ma la libera circolazione delle persone (e dei lavoratori) all’interno dell’unione non è ancora realtà. I cittadini provenienti da Romania e Bulgaria, paesi entrati nell’UE nel 2007, dovrano infatti aspettare fino alla fine dell’anno 2013 per poter lavorare liberamente in qualsiasi paese europeo.

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