Napoli Est: I cittadini insorgono contro il nuovo inceneritore

“Si alle bonifiche e alla riqualificazione e no a monnezza e inceneritore”. Con questo slogan il 27 aprile i cittadini di Napoli Est sfileranno per le strade del loro territorio, dove a breve dovrebbe essere costruito un inceneritore.

“Siamo stufi di manovre ridicole che tendono solo a tamponare l’ennesima “emergenza”, che dopo 17 anni sarebbe il caso di chiamare con il suo vero nome: disastro!”. Sono le parole dei cittadini di Napoli Est, che dopo anni di false promesse esigono un piano alternativo e virtuoso dei rifiuti, e soprattutto si oppongono alla costruzione di un nuovo inceneritore, che sarà tra i primi cinque d’Italia per dimensione. L’impianto, che dovrebbe essere pronto tra tre anni, sarà costruito su un’area di otto ettari concessa dalla Regione Campania e tratterà 400mila tonnellate di rifiuti l’anno.
Il 16 aprile è stata pubblicata la gara d’appalto per la costruzione ela gestione del nuovo inceneritore. Il comune di Napoli ha costruito una società ad hoc per la gestione, la Neam (Napoli energia ambiente), che ha un capitale di cinquecentomila euro; il 49% di Neam sarà ceduto al gruppo imprenditoriale che vincerà la gara. L’amministrazione provinciale di Napoli si occuperà della programmazione e organizzazione del recupero e dello smaltimento dei rifiti, mentre il Comune di Navrà compito delle procedure di realizzazione dell’impianto. L’inceneritore è parte integrante del “polo privato dell’energia”, un business che ha a che fare con la privatizzazione di acqua, gas e lettricità, e dovrebbe avere un costo di 280 milioni di euro.
Il 27 aprile un corteo di protesta è stato organizzato dai cittadini di Napoli Est, la prima di una serie di inziative di chi si batte per la salute, contro la “monnezza”. “Non ci serve un mega-inceneritore che spargerà letali nano-particelle in un raggio di decine di chilometri…ma bonfiche e vita!”.
Napoli Est è il territorio emblematico del fallimento del sistema rifiuti in Campania, ispirato a un piano di gestione che il parlamento europeo ha bocciato più di una volta. Sulle drammatiche condizioni in cui versa la periferia orientale di Napoli è stato anche realizzato un reportage, a cura di Cittadini giornalisti e LinchiESTa.

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