Repressione e impunità: la denuncia del movimento dei pastori sardi

Potrebbe terminare con un’archiviazione il caso del pastore Roberto Fresi che lo scorso 19 ottobre a Cagliari perse un occhio a seguito delle violente cariche della polizia contro la manifestazione organizzata dal Movimento dei pastori sardi. Quel giorno migliaia di manifestanti avevano attraversato le vie di Cagliari per chiedere il riconoscimento dei propri diritti e un sostegno adeguato alle aziende. Una “giornata di protesta pacifica” come ricorda in un comunicato l’Osservatorio per la tutela delle libertà di Cagliari, sfociata nelle dure cariche della polizia e nel fermo di 5 manifestanti. Mentre si vorrebbe archiviare il procidimento penale contro ignoti per il ferimento di Fresi si intende invece procedere con il processo a carico di tre pastori accusati di resistenza a pubblico ufficiale. Troviamo scandalosa l’idea di archiviare le indagini per un fatto tanto grave” spiega Salvatore Drago dell’Osservatorio. “Se le prove non si sono trovate è perchè non si sono volute nemmeno cercare”. La notizia di una possibile chiusura delle indagini sulle violenze della polizia il 19 ottobre si accompagnano ad una serie di altri segnali sulla repressione eserecitata contro il movimento dei pastori. Dopo la manifestazione bloccata a Gennaio a Civitavecchia nei giorni scorsi è arrivata anche la risposta ad un presidio effettuato a novembre di fronte alla raffineria Saras di Sarroch, in provincia di Cagliari. Tre mesi dopo quel presidio a tre manifestanti è stata notificata una multa da 2000 euro per aver impedito la circolazione stradale. “Peccato” sottolinea salvatore “che quel giorno la strada non fu bloccata”

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