L’Aquila: Lo sciopero di Antonio “L’invisibile”

Undicesimo giorno di sciopero della fame per Antonio Russo. L’uomo, nato in Abruzzo, non riesce ad ottenere la residenza a L’Aquila, e con essa tutti i diritti di cittadinanza.

Abita da otto mesi in una roulotte, in quanto la casa di proprietà dei suoi genitori dopo il terremoto è risultata inagibile. Antonio Russo ha 56 anni, è nato e cresciuto a L’Aquila e prima del terremoto era andato a lavorare a Como per un periodo, dove aveva anche la residenza. Otto mesi fà ha deciso di tornare a vivere nella sua città, ma il Comune non gli ha mai concesso il cambio di residenza. “Se non ci fosse stato il sisma Antonio non avrebbe problemi a riprendere la residenza a L’Aquila” spiega il comitato locale 3 e 32 “invece continua ad essere un invisibile in una città fantasma e dove l’unica cosa umana rimastagli – il corpo – lo sta mettendo in gioco per farsi sentire”.
A seguito della protesta di Antonio, il Comune gli ha rilasciato un foglio provvisorio della validità di 90 giorni, con cui potrà chiedere l’assistenza del medico di famiglia, necessarie, per lui che è malato di ipertensione arteriosa. Ma Antonio non cede: “Fino a quando non avrò la residenza continuerò a lasciarmi morire di fame”.

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