Roma: La tendopoli alla stazione

Sono oltre cento i profughi accampati a due passi dalla stazione Ostiense, a Roma. Da quando il Comune di Roma ha interrotto il meccanismo di accoglienza in centri predisposti la situazione di queste persone si è aggravata. L’associazione Medu, Medici per i diritti umani, ha distribuito delle tende, ma lancia un appello: “Le istituzioni facciano qualcosa”.

La storia è vecchia e a Roma ormai la conoscono tutti. Da anni ormai alla stazione Ostiense arrivano numerosissimi profughi, provenienti soprattutto dall’Afghanistan, in cerca di un posto dove stare. Sono tutti molto giovani, e quasi tutti richiedenti asilo o in protezione umanitaria. Agli appelli delle associazioni che negli anni hanno chiesto al Comune di Roma di fare qualcosa, non si è mai data una risposta definitiva. Otto mesi fà, un passo un avanti: il Comune aveva messo a disposizione alcuni posti letto in centri di accoglienza della città. “Riuscivamo a dare un tetto a circa venti persone a settimana” spiega Alberto Barbieri, di Medu, l’associazione che da anni offre cure mediche a chi dorme nei pressi della stazione. Il 31 marzo però il Comune ha fatto un passo indietro, interrompendo questo servizio. “Ora chi arriva alla stazione non può essere più trasferito” continua Barbieri “abbiamo distribuito delle tende e andiamo lì ogni giorno per curare i ragazzi, ma questa non può essere la soluzione definitiva. Stiamo parlando di cento persone, un numero che una città come Roma deve sapere gestire. Le istituzioni devono assolutamente fare qualcosa”.

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