Francia-Italia: la “accoglienza” vista da oltralpe

Teresa Maffeis lavora da oltre venti anni con i migranti a Nizza. Il 17 aprile era alla stazione insieme a un folto gruppo di attivisti che era pronto ad accogliere il “treno della dignità”. Ma il convoglio non è mai arrivato.

L’iniziativa, promossa dalla campagna Welcome, prevedeva che un treno carico di migranti e attivisti partisse da Genova per arrivare a Nizza. Nella città francese ad aspettarli c’erano numerose persone, pronte ad accogliere i passeggeri con cous cous e tajine. Ma il governo francese ha deciso di bloccare il traffico ferroviario, incalzato anche dai prefetti delle città dove il treno sarebbe douto passare. Teresa era una delle persone che aspettava il treno a Nizza. “E’stato molto triste venire a conoscenza di questo blocco dei treni. La manifestazione era del tutto pacifica, il governo frnacese invece ha reagito rafforzando i controlli alle stazioni e cercando ancora una volta di far passare l’arrivo dei tunisini per una specie di invasione di selvaggi”.
“Io lavoro da venti anni con i migranti, in uno sportello legale” continua Teresa “posso dire che da quando c’è Sarkozy al governo le leggi sull’immigrazione si sono fatte veramente inumane. Il fermo del treno è stata un’ennesima azione voluta dal governo in vista delle elezioni presidenziali che ci saranno ad aprile. Ancora una volta si utilizza la questione migratoria come strumento di propaganda, parlando di invasione e reagendo con politiche securitarie, invece di rafforzare il sistema di accoglienza. Eppure la nostra storia è stata fatta anche dai migranti. Prima sono stati gli italiani e i portoghesi, oggi sono i tunisini. Sono anche loro che hanno fatto la Francia”.
Eppure la Francia di certo non li sta accogliendo a braccia aperte, molti di loro stanno facendo retromarcia, cercando di rientrare in Italia, ma anche questo passaggio non è facile. Cosa accadrà poi dopo i tre mesi previsti dal permesso di soggiorno temporaneo conncesso dal governo italiano nessuno lo sa.

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