Passpartù 28: Arrivi e partenze

Elise è appena tornata da Evros, la regione greca ai confini con la Turchia dove ogni giorno passano centinaia di migranti provenienti da ogni parte del mondo. Giuliana è stata a Ventimiglia. E’ partita da Roma, con un treno carico di ragazzi tunisini che cercavano di raggiungere la Francia. La settimana precedente era stata in Tunisia, che sta accogliendo migliaia di profughi in fuga dalla guerra in Libia. In questa puntata di Passpartù raccogliamo i racconti di viaggio di chi ha percorso le nuove rotte dei migranti, ridisegnate dalla storia.

“Il treno della dignità”, così si chiamava l’iniziativa promossa dalla campagna Welcome il 17 aprile scorso. L’idea era quella di accompagnare i giovani tunisini che da Ventimiglia cercano dientrare in Francia, montando su un treno che dalla cittadina ligure sarebbe dovuto arrivare a Nizza. “Volevamo solo monitorare che tutto avvenisse nel rispetto delle leggi, senza rimpatri illegali o respingimenti verso l’Italia” racconta Giuliana, che ha partecipato alla manifestazione. Arrivati a Ventimiglia però è giunta la notizia: Trenitalia aveva bloccato il traffico dei treni. Nessun treno verso la Francia e nessun treno dalla Francia all’Italia. Per sette ore i convogli si sono fermati e i manifestanti bloccati in Liguria, dopo aver fatto un’assemblea straordinaria, hanno deciso di assediare i binari in segno di protesta. Il centro di accoglienza di Ventimiglia, predisposto per 150 persone, è al collasso, ma le partenze verso la Francia ora non vengono più impedite. Chi è in possesso del permesso di soggiorno temporaneo rilasciato dal governo italiano può partire.
Dall’8 al 15 aprile una carovana della campagna Welcome è stata in Tunisia, in visita a uno dei campi profughi allestiti al confine con la Libia. Giuliana, che ha fatto parte della carovana, ci ha raccontato di come ha reagito il popolo tunisino al loro arrivo. “Siamo stati accolti a braccia aperte e tutti sono stati molto disponibili con noi. E’strano vedere come funziona l’accoglienza dall’altra parte del Mediterraneo”. Il campo visitato dalla delegazione ospitava per lo più profughi dell’Africa subsahariana, eritrei, etiopi, somali, ivoriani che lavoravano in Libia e che nei loro paesi dilaniati dai conflitti non possono più tornare. “Nei campi al confine tra la Libia e la Tunisia ci sono circa trecentomila profughi, un numero enorme rispetto ai ventimila che hanno raggiunto l’Italia. Chi arriva in Europa è solo una percentuale di fortunati” conclude Giuliana. Da quando la Libia e l’Italia hanno firmato l’accordo per bloccare le partenze dei migranti verso le nostre coste, molti migranti scelgono di cercare fortuna all’interno del continente africano, oppure di provare a raggiungere l’Europa attraverso la Turchia. Evros, la regione greca al confine con la penisola anatolica, è attraversata ogni giorno da decine di migranti, che cercano di entrare in Grecia attraversando il fiume Evros o camminando per quel lembo di terra di 12 chilometri che divide i due paesi. La zona è altamente militarizzata: oltre alle forze dell’ordine locali da settembre 2010 è presente anche una missione di Frontex, l’Agenzia europea di controllo delle frontiere esterne. Quasi tutti i migranti che passano per questo territorio sono arrestati dalle forze dell’ordine e rinchiusi nei centri di detenzione allestiti appositamente. “In questi centri uomini, donne e bambini sono rinchiusi in celle piccolissime, in condizioni igienico-sanitarie terribili, sono in più di 150 in stanze che potrebbero accoglierne al massimo cinquanta” racconta la nostra Elise, di ritorno dalla Grecia “all’interno dei centri le persone sono trattate come animali. Gli sequestrano ogni bene e lo buttano via e li rilasciano dopo alcuni giorni con un foglio di via che gli da tempo trenta giorni per lasciare la nazione”. I centri sono cinque, ma solo uno, quello di Filakio, è stato costruito appositamente, gli altri sono stazioni di polizia adibite a prigioni. Quando escono da queste carceri, i migranti sono persi, senza soldi nè vestiti, senza sapere dove si trovano e con un foglio in mano scritto in greco che nessuno si prende la briga di tradurgli.

Ospiti della puntata:
Giuliana Visco, Esc Infomigranti e campagna Welcome

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