Arrigoni: l’addio dei giovani di Gaza

Oggi 19 aprile il feretro di Vittorio Arrigoni è al Cairo, dove in serata è prevista una fiaccolata oltre a varie iniziative per ricordare l’attivista italiano ucciso a Gaza. Domani in serata Vittorio arriverà a Roma, dove ad accoglierlo ci saranno attivisti italiani e palestinesi che si sono già dati appuntamento all’aeroporto di Fiumicino. La partenza di Arrigoni da Gaza era stata salutata da autorità e semplici cittadini che hanno voluto tributargli l’ultimo saluto. Noi abbiamo raggiunto telefonicamente Abu Yazan, uno dei ragazzi del GYBO, Gazan Youth for Change, il gruppo di ragazzi che nei mesi scorsi ha lanciato un appello/denuncia in cui se la prendeva con l’ occupazione Israeliana, ma anche con Hamas, Fatah e le organizzazioni internazionali, per chiedere una vita dignitosa per sè e per tutto il popolo palestinese. Questo gruppo era stato fortemente sostenuto da Vittorio Arrigoni ed i ragazzi erano gli amici con cui lui trascorreva il suo tempo nella Striscia. Ecco come ci ha descritto la manifestazione per vittorio di ieri 18 aprile

Abu Yazan: Ieri eravamo migliaia di gazawi, tra cui i suoi amici e tanti che conoscevano il suo lavoro. Siamo andati per onorarlo ed il messaggio che volevamo inviare era chiaro: tutti vogliamo che i delinquenti che hanno ucciso Vittorio siano presi al più presto e che siano condannati al massimo della pena prevista per il loro crimine. Non li riconosciamo come palestinesi, non servivano gli interessi della Palestina ma seguivano direttive israeliane e servivano intertessi israeliani. L’altro messaggio è che oggi il popolo palestinese e quello italiano sono un unico popolo.

AMISnet: alcuni giornalisti italiani nel chiedersi il perchè di questo delitto hanno ipotizzato che Vittorio sapesse cose pericolose per il regime di Gaza o per elementi interni ad esso e che quindi fosse possibile che le autorità di Gaza siano dietro questo crimine, voi che ne pensate?

Abu Yazan: Ancora non si conoscono i dettagli sulla dinamica di questo omicidio, sappiamo solo i nomi degli esecutori materiali. Nessuno conosce fino in fondo il motivo del delitto, ma l’ impressione che abbiamo tutti e le voci che girano a Gaza dicono che questa è una operazione pianificata da Israele e non dalle autorità di Gaza o da altri. Tutti sanno che Vittorio era a Gaza dal 2008, che era impegnato nella resistenza non violenta e che aiutava i contadini, i pescatori, la gente di Beit Hanoun ecc.. tutti sanno che la sua morte giova solo ad Israele, per quesato tutti pensiamo che dietro questo omicidio non ci siano Hamas o altri.

AMISnet: c’è qualcosa che vuole aggiungere, che vorrebbe dire ai nostri ascoltatori italiani?

Abu Yazan: Noi e gli italiani siamo un unico popolo, quella di Vittorio è una perdita per il popolo palestinese quanto lo è per il popolo italiano. Diceva di essare un gazawi, di essere nato in Italia ma che il suo spirito è qui a Gaza. Noi abbiamo conosciuto bene Vittorio, eravamo amici. Il giorno del suo rapimento avrei dovuto incontrarlo 2 ore prima che lo prendessero, ma l’appuntamento era saltato. Quel che è successo ha fatto vergognare di sè il popolo palestinese per il fatto che ci siano alcuni ambienti, alcuni gruppi, che non sono rappresentativi del popolo e della cultura palestinese ma che servono interessi sionisti. Oggi abbiamo perso un martire, un martire per la patria, per il popolo, per la Palestina e per l’Italia contemporaneamente. Ci auguriamo che gli italiani in suo nome intensifichino i loro sforzi in favore dei palestinesi di Gaza e della Cisgiordania, svealndo e rendendo note le ingiustizie imposte da Israele al nostro popolo. Speriamo che questa disgrazia non leda i rapporti tra noi e gli italiani, quella tradizione di solidarietà che ci lega, speriamo che il popolo italiano possa perdonarci: non siamo riusciti a proteggere Vittorio, ma lui ha scolpito nei nostri cuori il suo nome, quei sorrisi che distribuiva camminando per le vie di Gaza magari canticchiando “unadikom” (canzone patriottica palestinese NDR). Tutti lo consideravano uno di noi, chiunque lo incontrasse gli sorrideva. Vittorio era con noi in piazza il 15 marzo nella giornata della riconciliazione, era con noi il 19 ed il 30, giornata della terra, era una persona di riferimento. Noi non dimenticheremo Vittorio, continueremo a ricordarlo alla gente. Ora stiamo facendo una statua in suo onore ed abbiamo ribattezzato via dell’ Unificazione: oggi si chiama via Vittorio Arrigoni.

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