Gaza: l’escalation israeliana ricorda la vigilia di Piombo fuso

Continua a salire il numero delle vittime palestinesi a Gaza a seguito dei bombardamenti israeliani. Nella serata di martedì almeno 4 civili sarebbero rimasti sepolti dal crollo di un tunnel sotto il confine egiziano di Rafah, colpito nei giorni scorsi da ripetuti bombardamenti israeliani. Dallo scorso marzo, quando il governo israeliano ha avviato una nuova escalation contro la striscia, sono oltre 40 i palestinesi uccisi. “I motivi di questa ecalation” sottolinea Vittorio Arrigoni da Gaza “sono riconducibili ai movimenti di giovani che a Gaza hanno richiamato all’unità nazionale palestinese e alla fine della divisione con la Cisgiordania”. “I primi ad essere contrari ad un’ipotesi di governo nazionale sono proprio gli israeliani” ricorda Arrigoni “e proprio nel momento in cui Al Fatah e Hamas si stavano per mettere d’accordo per un incontro a Gaza sono iniziate a piovere massicciamente le bombe”. Un clima che per intensità degli attacchi ma anche per le posizioni espresse più volte dai rappresentanti del governo israeliano ricordano molto da vicino la vigilia dell’operazione piombo fuso che nel 2008 devastò la Striscia di Gaza con oltre un migliaio di vittime. “Sembrerebbe proprio lo stesso clima” spiega Arrigoni “un continuo cercare di innescare questa violenza che alla fine è l’unico linguaggio che conosce Israele”.

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