Abbandonati in mare: la Nato accusata di omissione di soccorso

Sono partiti dalla costa libica lo scorso 25 marzo e l’ultima volta che sono stati avvistati è stato il giorno successivo, circa 60 miglia a largo di Tripoli. Poi degli oltre 70 migranti diretti verso l’Italia non si è saputo più nulla. Secondo l’agenzia Abeisha che ha raccolto il racconto di 7 sopravvissuti, l’imbarcazione sarebbe stata avvistata ma deliberatamente abbandonata da navi e velivoli militari. “Noi abbiamo più volte denucnaito la loro scomparsa” si legge in un comunicato dell’agenzia “e ci è stato detto che non erano stati trovati”. I sopravvissuti spiega Abeisha, raccontano invece di essere stati incrociati da diverse navi militari e anche da un elicottero che li avrebbe riforniti di acqua. Nessuno però avrebbe provveduto al recupero dei migranti, in violazione all’obbligo di soccorso universalmente riconosciuto. “Chiediamo che l’NATO faccia piena luce su questa vicenda”, scrive l’agenzia “perché queste 65 persone sono state lasciate morire? di chi era l’elicottero che si è limitato a fornire acqua ai profughi senza poi mandare i soccorsi? quali sono le navi militari che hanno avvistato questo gommone tra il 25 – 30 marzo”. Secondo la ricostruzione dei profughi il gommone sarebbe riuscito a tornare verso le coste libiche grazie al vento favorevole, ma in 65 non sarebbero soparavvissuti agli stenti.

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