Tunisia: sbarca la cooperazione dal basso targata Italia

Si chiama “Uniti per la Libertà” la carovana italiana giunta oggi in Tunisia con un carico di aiuti sopratutto sanitari provenienti dal nostro paese. La carovana è nata dalle organizzazioni marchigiane che facevano parte di “Uniti contro la crisi” per poi allargarsi ad organizzazioni della società civile di ogni parte d’ Italia in una gara di solidarietà che ha consentito di raccogliere i materiali e di riunire i 60 partecipanti alla carovana. La destinazione è il campo profughi di Ras Jadire, una struttura d’accoglienza allestita dalla società civile tunisina al confine con la Libia che ospita 10.000 dei 150.000 profughi che hanno cercato rifugio in Tunisia dall’ inizio della guerra. Un esperienza di autogestione avviata da quella parte della società tunisina che ha avuto un ruolo di primo piano nella rivolta dei gelsomini e che oggi vede impegnate anche le grandi organizzazioni umanitarie. La carovana Uniti per la Libertà è nata proprio in risposta alla richiesta di aiuto delle organizzazioni tunisine, che hanno stilato un elenco dei beni di più immediata necessità ed hanno avviato questo virtuoso esempio di cooperazione dal basso che risplende anche alla luce dei fallimenti delle istituzioni italiane nell’accogliere i profughi che dal nord Africa stanno raggiungendo le nostre coste: in netto contrasto con la logica di chiusura e respingimento del nostro governo, la carovana mostra il volto dell’ Italia disposta a donare ed accogliere le persone travolte dall’ emergenza venutasi a creare in nord Africa.

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