Odissee 4: Patrasso e le stazioni del’ attesa infinita.

Il viaggio sulle orme dei migranti che dalla Grecia cercano di arrivare negli altri paesi europei è giunto alla quarta tappa, oggi i nostri inviati sono nella città portuale di Patrasso. Fino a qualche tempo fa nella città greca sorgeva un grande insediamento abusivo in cui si concetravano i migranti in attesa di tentare la traversata verso le coste italiane, generalmente imbarcandosi su qualche nave aggrappati sotto qualche camion o nascosti nella mercansia. Il campo ora è stato sgomberato e distrutto dalle autorità di Atene, ma i migranti, il cui numero varia tra i 1000 ai 1500, non sono spariti e quindi si sono ridislocati in vari punti della piccola cittadina, sopratutto in due stazioni ferroviare semiabbandonate. In una delle stazioni sono ammassati ragazzi provenienti da ogni parte dell’ Africa, nell’altra sopratutto afghani che non volendo rimanere in Grecia aspettano di superare la frontiera prima di richiedere quell’asilo politico cui avrebbero diritto. Tutte queste persone vivono alla giornata cercandosi il cibo nei cassonetti, non hanno alcun tipo di assistenza umanitaria, sanitaria o legale fatta eccezione per il presidio della Croce Rossa Internazionale (che può prescrivere ma non fornire medicinali) e gli sforzi di una piccola associazione locale che riesce quasi esclusivamente a portare alla luce gli episodi di violenza della polizia ellenica ai danni dei migranti. Ad un primo sguardo il porto potrebbe sembrare aperto, invece c’è un largo dispiegamento di forze dell’ ordine in borghese impegnate ogni giorno a giocare a guardie e ladri con i disperati che cercano di scavalcare la recinzione per trovare passaggi su qualche camion, una routine tragicomica che in realtà può essere aggirata con piccole somme di denaro, secondo quanto raccontato da una assistente sociale della Croce Rossa ai nostri inviati.

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