Odissee 3: il collasso dei centri di detenzione

Terzo appuntamento della rubrica Odissee, percorso radiofonico lungo le rotte dei migranti in Grecia. Ad Atene Marzia Coronati e Ciro Colonna hanno incontrato i rappresentanti di medici senza frontiere che hanno un punto di sostegno e osservazione nella regione di Evros al confine con la Turchia. Nella zona il governo greco ha aperto 5 centri di detenzione, ma le condizioni di vita all’interno delle strutture, come sottolinea la dottoressa Joanna Pertsinidoou, di Msf Atene,  sono al limite della sopportazione. “Le condizioni igienico-sanitarie all’interno di queste strutture sono inaccettabili. In centri che dovrebbero ospitare 25 persone ce ne sono anche 150” racconta la dottoressa, che ha fatto parte della missione di monitoraggio della qualità di vita dei migranti a settembre scorso. Il sovraffollamento costringe le persone a dormire sedute, perché lo spazio è talmente poco che i migranti non hanno la possibilità di sdraiarsi. Le persone che passano per l’inferno di Evros sono spesso dirette ad altri paesi europei e si spostano successivamente verso i porti di imbarco per l’Italia ad Igoumentisa e Patrasso. Qui, per sfuggire ai controlli si aggrappano sotto i tir che si stanno imbarcando. Un passaggio molto pericoloso, che negli anni ha provocato diverse vittime, l’ultima delle quali è stata rinvenuta pochi giorni fà dal conduttore di un camion al porto di Ancona. Il racconto sulla situazione di Patrasso sarà al centro della prossima puntata di Odissee.
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