Odissee: la lotta dei richiedenti asilo afgani ad Atene

Per questo secondo appuntamento di Odissee, la rubrica radiofonica di Amisnet sulle tracce dei migranti, rimaniamo ad Atene. I nostri inviati, Marzia Coronati e Ciro Colonna, hanno incontrato un gruppo di richiedenti asilo afgani che da quattro mesi sono in presidio sul piazzale davvanti all’università della capitale. Hanno scelto di rimanere li’ “perchè la polizia non puo’ attacarci”, come hanno raccontato ai nostri inviati. Come altri gruppi di migranti e richiedenti asilo del paese, gli afgani avevano iniziato uno sciopero della fame per chiedere il riconoscimento del diritto d’asilo e alcuni di loro si erano anche cuciti le labbra. Lo sciopero però è stato interrotto per i rischi sulla salute e per il muro di gomma del governo, che non ha voluto avviare una trattativa. Gli afgani non hanno pero’ intenzione di lasciare il piazzale fino a quando la classe politica darà una risposta : costretti dalla legge europea a rimanere in Grecia, chiedono di ottenere lo status di rifugiati. “Quando avremo i documenti smetteremo di avere paura, di temere ogni giorno la deportazione” racconta Abujar, uno dei manifestanti. Abujar ad Atene ha due figli, che parlano il greco meglio del persiano, e da qui non vuole andarsene. “Sono qui da tre anni e le cose non sono mai cambiate. Non credo che con la crisi economica le cose siano peggiorate, il governo non ci ascoltava e continua a non ascoltarci”. Altri profughi invece hanno provato ad andare in altri paesi europei ma, per via della regolamentazione Dublino 2, sono stati rinviati in Grecia. Con la crisi, l’atteggiamento della società civile greca nei confronti dei migranti è cambiato. Negli ultimi anni si sono aumentati gli episodi di violenza e razzismo a danno degli stranieri. Lo stesso presidio di fronte all’università è stato oggetto di tre attacchi da parte di gruppi di estrema destra, che hanno lanciato molotov sulle tende dei presidianti e imbrattato con scritte razziste l’area del presidio. Aldilà di questi episodi estremi in generale l’atteggiamento della società greca sembra di sostanziale indifferenza e il banchetto informativo che i presidianti hanno istallato viene ignorato dai numerosi passanti.
La Grecia è il paese europeo che rilascia il più basso numero di documenti di protezione ai rifiugiati: meno dell’uno per cento delle domande di asilo vengono accolte. In questi giorni l’Unione Europea ha deciso di intervenire nella penisola ellenica, potenziando le procedure di supporto ai richiedenti asilo. Un primo segnale i cui effetti concreti saranno verificabili solo nei prossimi mesi.

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