Libia: il racconto dei migranti “trasportati come bestiame”

Mentre il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi incontra oggi a Tunisi le autorità  del governo provvisorio per parlare di migrazione, rimpatri e respingimenti, si moltiplicano le testimonianze dei profughi respinti dall’Italia in Libia negli ultimi anni. Un giornalista del giornale Rue 89 ha raccolto le testimonianza agghiaciante di un gruppo di somali incontrati in questi giorni nel campo profughi allestito dalla Mezza Luna Rossa a Benghazi. Abdel Malik Mohammed Abdi è somalo e insieme ad altre 60 persone ha provato a raggiungere le coste italiane partendo dalla Libia nel giugno del 2009. Dopo 4 giorni alla deriva l’imbarcazione su cui viaggiava ha incontrato una motovedetta italiana. Sono stremati e 4 passeggeri sono già morti di fame e di sete, racconta Abdel Malik Mohammed Abdi a Rue 89. Le autorità  italiane li fanno salire a bordo e loro pensano che verranno finalmente portati in un posto sicuro. Qualche ora dopo invece una barca libica si avvicina alla motovedetta italiana. “Ci hanno spostato da una barca all’altra usando le reti che servono per il trasbordo delle merci e degli animali, con una gru. “Gli italiani pero’ ci avvevano promesso di portarci in Sicilia”, racconta Abdel Malik Mohammed Abdi. Riportati indietro in Libia, vengono rinchiusi per mesi nei campi e nelle carceri libiche. Rimangono li’ per più di un anno in condizioni terrificanti. Oggi sperano di poter andar via da Benghazi e di poter finalmente raggiungere un luogo sicuro

Top