Costa d’Avorio: 3 giorni di scontri ad Abidjan

Lasciando il nord del paese a metà marzo per conquistare militarmente il paese, le forze del presidente eletto a novembre Alassane Ouattara sono arrivate nella notte tra giovedi’ 31 marzo e venerdi’ 1 aprile ad Abidjan, la capitale economica del paese. In pocchi giorni, le principali città del paese erano state prese. La capitale amministrativa, Yamoussoukrou, era stata conquistata il 30 marzo e tutto lasciava pensare che in poche ore Abidjan sarebbe stata presa da Ouattara. Ma le forze fedeli a Laurent Gbagbo, alla guida del paese dal 2000, continuano a resistere. Da 3 giorni ci sono combattimenti ad Abidjan e il presidente uscente, Gbagbo, avrebbe ripreso il controllo della sede della televisione nazionale, la RTI. Gli abitanti della città che non sono andati via – un millione sarebbero fino ad ora le persone sfollate in tutto il paese- vivono rinchiusi a casa mentre il cibo e l’acqua cominciano a mancare. Ad ovest del paese invece, vicino alla frontiera con la Liberia, si moltiplicano le violenze contro i civili. Secondo la Croce Rossa Internazionale, circa 800 persone sarebbero state uccise negli ultimi giorni vicino Duékoué. L’organizzazione punta il ditto contro le forze di Gbagbo ma anche contro quelle di Ouattara. Anche per Human Rights Watch, negli ultimi mesi le forze di Gbagbo si sono rese colpevoli di “crimini contro l’umanità” mentre a Ouattara, l’organizzazione chiede di “controllare le sue truppe e di assicurarsi che non commettono abusi contro civili o persone fedeli a Gbagbo”. Oltre alle forze di Ouattara e di Gbagbo, ci sono in Costa d’Avorio dal 2004 8000 caschi blu della missione ONUCI e altri 2500 militari francesi dell’operazione Licorne, presenti sul territorio dal 2002. Domenica 3 aprile, ONUCI e Licorne hanno preso il controllo dell’aeroporto internazionale di Abidjan, dove 1650 stranieri, di cui 800 francesi, si sono rifugiati per cercare protezione.

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