Costa d’Avorio: Ouattara prende Abidjan, 4 mesi dopo le elezioni presidenziale

Giovedi’ 31 marzo, le forze di Alassane Ouattara, eletto presidente della Costa d’Avorio il 28 novembre scorso, sono entrate ad Abidjan, la capitale economica del paese. La fine del regime di Laurent Gbagbo, alla guida del paese dal 2000, è ormai sicura.
A novembre, la communità internazionale, e gli Stati Uniti in testa, hanno riconosciuto la vittoria di Ouattara alle presidenziali ma il suo predecessore Gbagbo non ha mai voluto lasciare le redini del potere. Per 4 mesi, si sono molteplicati gli atti di violenza in tutto il paese. Per l’organizazzione Human Rights Watch, le forze di Gbagbo hanno perpettuato una vera “campagna di terrore e sono responsabili di crimini contro l’umanità”. Secondo l’ONU, almeno 500 persone, sopratutto civili, hanno perso la vità negli ultimi mesi. Violenze che secondo l’ACNUR hanno portato alla fuga di circa un millione di persone, che sopratutto da Abidjan di sono spostate in altre zone del paese o in altri paesi dell’Africa occidentale. Nel fratempo, la comunità internazionale chiedeva a Gbagbo di lasciare il potere e l’Unione Africana cercava di trovare un’uscita diplomatica alla crisi ivoriana. La via diplomatica è definitivamente fracassata il 27 marzo con la nomina del capoverdiano José Brito come mediatore. Ouattara non ha mai accettato la nomina di Brito per le sue relazioni personali con Gbagbo. Una volta giocate tutte le carte diplomatiche e trovandosi di fronte ad un Laurent Gbagbo sempre più debole e isolato, Ouattara è passato all’offensiva. Lunedi’ 28 marzo, le sue forze sono partite da nord e hanno conquistanto in pochi giorni la città strategica di Duékoué, aprendosi la strada verso la capitale politica del paese, Yamoussoukrou e il porto di San Pedro, primo esportatore di cacao al mondo, a loro volta prese il 30 marzo. Nella mattinata di oggi, le forze di Ouattara sono ad Abidjan dove ci sono ancora combatimenti. Hanno preso la sede della televisione di Stato RTI – un pilastro del regime di Gbagbo – e la residenza di Gbagbo, che risulta in fuga.

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