Nucleare: anche la Turchia si spacca

Fino a qualche settimana fa il dibattito sul nucleare in Turchia era praticamente inesistente, ma le notizie che giungono dal Giappone hanno risvegliato anche qui la società civile e fatto emergere forti dubbi sul programma atomico del governo di Erdogan. Le critiche si sono concentrate sul progetto di una centrale nucleare ad Akkuyu, non lontano da Ankara, dove il governo vorrebbe realizzare il primo impianto turco. Un progetto che secondo i commenti usciti su diversi quotidiani nazionali ha molti punti deboli. La centrale, come riporta la stampa, sorgerebbe a soli 25 chilometri dalla faglia di Ecemis e il contratto per la sua realizzazione è stato affidato ad una società russa senza gara d’appalto. Quello che preoccupa di più è la disinformazione del pubblico sui rischi legati al programma del governo. “A causa delle intense attività di lobbyng in favore del nucleare” ha scritto il quotidiano islamico moderato Zeman “la stragrande maggioranza dei turchi ignora i rischi legati a questo tipo di energia”. “Per anni ci hanno raccontato solo frottole” incalza il giornalista Hasan Cemal sul quotidiano liberale Milliyet. “Credo che, dopo quanto accaduto in Giappone, procedere su questa strada rappresenti un autentico crimine contro l’umanità”. “L’energia nucleare” ha sottolineato “non è indispensabile e non è né economica né sicura.

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