Parigi: in un anno l’acqua pubblica dà grandi risultati

Dal primo gennaio 2010 a portare l’acqua nelle case della capitale francese non sono più le multinazionali Veolia e Suez, ma è la Eau de Paris, società pubblica voluta dal sindaco Bertrand Delanoë. Un caso esemplare del fiasco delle privatizzazioni nel settore idrico e di come sia possibile e necessario tornare al pubblico. Veolia gestiva l’acqua parigina dal 1860 e ne ha fatto la prima città europea a sperimentare la gestione privata delle risorse idriche. L’ultimo contratto attraverso cui la capitale transalpina aveva affidato l’acqua a Veolia e Suez è scaduto, dopo 25 anni, nel maggio del 2009 ed il sindaco Delanoë ha deciso di non rinnovarlo tenendo fede agli impegni elettorali. Per i francesi, abituati da generazioni a convivere con la gestione privata, la pubblicizzazione dell’ acqua parigina ha avuto un forte significato simbolico che potrebbe tradursi in una cascata di ripubblicizzazioni nei prossimi anni, dato che da qui al 2015 scadranno oltre la metà delle concessioni ai privati nei comuni d’ oltralpe. A spingere verso l’opzione pubblica sono anche gli ottimi risultati ottenuti da Eau de Paris che ha chiuso il suo primo anno di attività con un bilancio oltre le più rosee aspettative. Pur mantenendo tariffe più basse rispetto ai comuni limitrofi il comune di Parigi ha liberato fondi che consentiranno un ulteriore abbassamento dei prezzi dell’ acqua ed investimenti per la decontaminazione. L’esperienza parigina smentisce quanti vedono nella gestione privata o privatistica dell’ acqua una necessità dettata dall’ UE e da esigenze economiche, dimostrando che le privatizzazioni e l’esigenza di ottenere profitti portano inevitabilmente ad un rialzo delle tariffe e a minori investimenti per ottimizzare la rete idrica.

Top