Migranti: spostati come pacchi

Ancora trasferimenti di migranti verso il Mineo. Questa volta ad essere stato praticamente svuotato è il centro di accoglienza per richiedenti asilo di Arcevia, in provincia di Ancona. Incertezze e misteri sul piano politico del nostro governo. Secondo l’associazione Ambasciata dei diritti, sarebbero 64 le persone che sono state portate via dal centro di Arcevia, un ex-albergo che ospitava un centinaia di richiedenti asilo. Così oggi nella struttura sarebbero rimasti in 32. “Temiamo che il centro si trasformi in un centro di identificazione ed espulsione (ndr. cie)” dicono i cittadini “sarebbe una cosa molto grave, soprattutto dopo tutte le lotte che abbiamo fatto per non avere cie nella nostra regione”.
Arcevia non è l’unico paese teatro di trasferimenti. Negli ultimi due giorni decine di persone sono state portate via dai centri di accoglienza (Cara) di tutta Italia e condotte al Residence degli aranci, a Mineo, in provincia di Catania.
>La mattina de 22 marzo, con un preavviso di poche ore, 55 richiedenti asilo che si trovavano nel Cara di Castelnuovo di Porto sono stati fatti salire su un pulman della polizia e portati a Mineo, i 55 erano tutti in attesa di essere ascoltati dalla Commissione per la richiesta di asilo di Roma e avevano tutti superato il perido obbligatorio di residenza nei Cara, che è di 20 giorni. La stessa cosa è avvenuta a Gradisca di Isonzo, in Friuli Venezia Giulia. Rimane incerto il piano politico dietro queste operazioni. L’ipotesi più accreditata è che i Cara saranno presto trasformati in strutture detentive dove incarcerare i nuovi arrivati a Lampedusa. Quello che è certo è che con il nuovo “piano di distribuzione” si cancella qualsiasi ipotesi di offerta di asilo e di protezione umanitaria. E più che uomini, sembra che si traferiscano pacchi.

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