Università di Madrid: destra all’attacco

Tutto è iniziato giovedì 10 marzo, quando decine di attiviste del collettivo Contrapoder, attivo all’interno dell’Università Complutense di Madrid, ha portato a termine un’azione comunicativa negli spazi della cappella universitaria. La performance – svoltasi pacificamente e senza in alcun modo ledere al diritto di culto di chicchessia – aveva come obiettivo la rivendicazione della laicità dei percorsi formativi pubblici e la messa alla berlina del ruolo cui la chiesa cattolica tuttora relega la donna nella società.
Giova ricordare che la chiesa cattolica in Spagna è un’organizzazione se possibile ancora più schierata politicamente di quanto non sia in Italia. L’identificazione con il regime franchista e l’aperto attivismo politico che negli anni della dittatura hanno visto la chiesa e le realtà a lei vicine in prima linea nel reprimere il dissenso, sono ancora molto vivi nella memoria collettiva degli spagnoli.
La risposta della destra conservatrice e reazionaria non si è fatta attendere. Tramite una campagna mediatica in cui oltre alla stampa conservatrice (primo tra tutti il quotidiano La razòn), sono scesi in campo i vertici del Partido Popular, si è operata una sproporzionata criminalizzazione dei fatti, che ha portato sabato 19 marzo all’arresto di quattro persone, rilasciate dopo poche ore e all’apertura di un fascicolo di indagine per il reato di “offesa al sentimento religioso”, punito con pene che vanno dai sei mesi ai dieci anni di carcere.
Come spiegano le attiviste di contrapoder, tanta solerzia nel condannare e attaccare il collettivo va ricercato prima di tutto nel tentativo della destra di assumere un ruolo determinante in ambito universitario, in vista delle prossime elezioni interne, oltre che nell’anticipo della campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative, in un territorio, quello della provincia e del comune di Madrid, da diverse legislature saldamente in mano alla destra.
Gli attivisti non ci stanno e rivendicano il proprio diritto a contestare i privilegi concessi a realtà confessionali all’interno di spazi pubblici e dell’università. Ma soprattutto ribadiscono la propria volontà di continuare a fare politica in maniera attiva e consapevole, alla luce del sole, senza timore di doversi nascondere per sfuggire a ridicole repressioni.
All’interno della campagna di informazione per ristabilire la verità sui fatti del 10 marzo, è stato realizzato un video in cui professori e studenti dell’università Complutense si schierano a difesa degli studenti incriminati.

Top