Roma, stupro in caserma: “meglio insicure che violentate”

Il 5 marzo un corteo ha sfilato sotto la caserma dei carabinieri del quartiere Quadraro, a Roma.  All’interno dello stabile dieci giorni prima era stato perpetrato uno stupro ai danni di una giovane. “Meglio insicure che violentate”, era lo slogan della manifestazione.

Nella notte tra il 23 e il 24 febbraio 2011, una donna rinchiusa nella caserma dei carabinieri del Quadraro, un quartiere ad est di Roma, è stata violentata da chi l’aveva in custodia. Era stata fermata per furto di vestiti in un negozio della zona e aspettava il suo processo per direttissima, che si sarebbe dovuto svolgere il giorno dopo. La sera dello stupro, i tre carabinieri coinvolti, accompagnati da un loro amico vigile urbano, avevano bevuto whisky prima di arrivare in caserma e lì avevano continuato, facendo bere anche lei. Dopo, l’abuso. L’indomani, dopo il processo per furto, la donna si è presentata alla caserma di Cinecittà per denunciare la violenza di cui era stata vittima e ci riesce con difficoltà, le forze dell’ordine facendo resistenza. La reazione dei tre carabinieri e del vigile lascia interdetti: « è vero, c’è stato rapporto sessuale, ma lei era consenziente », affermano. Dopo la denuncia della donna e nell’attesa del processo, i tre carabinieri sono stati trasferiti in uffici lontano da Roma.

Lasciano stupiti i primi ritratti fatti dai giornali della vittima: si insiste sul fatto che lei è bella (e quindi difficile da resistere per i rappresentanti dell’ordine che arrivano brilli in caserma?), è una ragazza-madre, senza lavoro e senza casa,  vive a casa del compagno: quindi una marginale (una scusante per chi ha commesso la violenza?). Con gli stessi dati, possiamo provare a fare un altro ritratto: una donna di 32 anni, separata dal padre del bambino come tante altre persone, senza lavoro come tanti (alzate la mano), che vive insieme al nuovo compagno. I carabinieri invece vengono ritratti dai loro colleghi, chiaramente “interdetti” dopo la denuncia, con queste parole: “sono bravi ragazzi”.

Sabato 5 marzo, sotto alla pioggia, circa 200 persone si sono ritrovate al Quadraro per manifestare sotto la caserma dei carabinieri dove è avvenuto lo stupro. Sugli striscioni si leggeva “meglio insicure che violentate”, mentre i manifestanti chiedevano le dimissione del sindaco Gianni Alemanno, la sospensione dei carabinieri coinvolti e lo sgombero della caserma. Nel pomeriggio, dopo la manifestazione, un uomo di 31 anni è stato fermato, ritenuto responsabile per il lancio di una bomba carta sulla caserma, è stato accusato dei reati di confezionamento e porto di materiale esplodente e di danneggiamento aggravato.

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