Passpartù 20: Accoglienza a microonde

Trasformare una sezione della base Nato di Sigonella, a Catania, in un enorme centro di accoglienza per i richiedenti asilo, che possa ospitare oggi le persone in arrivo dalla Tunisia e un domani oltre settemila migranti che chiedono asilo politico nel nostro paese. Questa è la recente proposta avanzata dal nostro governo, che mentre studia come affrontare “l’emergenza richiedenti asilo” si prepara anche a fortificare le frontiere, attraverso l’istallazione di cinque potenti radar di sorveglianza costiera. In questa puntata di Passpartù siamo andati a parlare con chi abita nei territori dove dovrebbero realizzarsi questi progetti.

Il 15 febbraio il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Ministro dell’Interno Roberto Maroni sono arrivati a Mineo, un piccolo paese di poco più di 5000 persone in provincia di Catania. Lo scopo della visita era effettuare un sopralluogo al Residence degli Aranci, la struttura che un tempo ospitava i militari americani di stanza a Sigonella e che oggi è di proprietà dell’impresa italiana Pizzarotti. Si tratta di un complesso di 404 villette, con una capienza massima di 1500 persone, che il nostro governo vorrebbe per il momento destinare all’accoglienza delle persone provenienti dalla Tunisia che stanno sbarcando in questio giorni a Lampedusa, e poi trasformare in “villaggio della solidarietà” per i richiedenti asilo che arrivano in Italia, con tanto di piscine, asili nido e centro commerciale. La proposta avanzata dai due ministri non convince per nulla i cittadini siciliani, che vedono in questa mossa un tentativo di lucrare sulla finta emergenza, come racconta Alfonso Di Stefano, della rete antirazzista di Catania. “A Lampedusa ci hanno messo due giorni per aprire il centro di accoglienza, lo hanno fatto per creare una situaizone emergenziale per poi farci sopra del business” commenta di Stefano, che racconta che il residence è di proprietà dell’impresa Pizzarotti, che stava cercando da mesi di affittare queste villette e che ora ha trovato nel governo il miglior committente che poteva trovare. Sull’ipotesi avanzata da Berlusconi di aprire un centro che offra un’accoglienza a lungo termine ai richiedenti asilo Di Stefano è ancor più critico: “Siamo stati recentemente a Mineo. Stanno militarizzando l’area. Ccome si può parlare di “villaggio della solidarietà” quando invece si sta procedendo a fortificare la sicurezza? Si tratta di accoglienza o di detenzione?”.

Oltre ad ospitare il possibile centro per i richiedenti asilo, la Sicilia è una delle regioni designate per l’istallazione di uno dei cinque radar che il nostro comando generale della forza armata ha acquistato per rafforzare la sorveglianza costiera. Si tratta di sensori di profondità a microonde appositamente progettati per l’individuazione di imbarcazioni veloci di piccole dimensioni, capaci di captare uno scafo veloce a 10 miglia o un gommone a sette. Una tecnologia di ultima generazione, creata dalla società isaeliana Elta System, da cui l’Italia ha comprato i cinque radar; per il montaggio invece il nostro paese si è rivolto all’Almaviva s.p.a., una società romana che si occuperà anche della manutenzione. Anche se la Guardia di finanza mantiene il riserbo sulle località prescelte per installare i radar, tre di esse sono note. Si tratta di Gagliano del Capo, in Puglia, di Siracusa, in Sicilia, e dell’isola di Sant’Antioco, in Sardegna, all’interno di parchi e riserve naturali.

I radar a microonde della Elta Systems, tecnicamente chiamati EL/M-2226 ACSR, sono stati comperati grazie al fondo europeo per le frontiere esterne, un fondo creato nel 2007 dal parlamento europeo e dotato di 1820 millioni di euro per il periodo 2007-2013. Gli stati europei possono ricorrere a quel fondo per acquistare “infrastrutture di sorveglianza delle frontiere esterne e quelle situate ai punti di passaggio frontalizio”, ma anche per fare “investimenti in tecnologia di punta”. Le frontiere europee esterne marittime sono le prime destinatarie del fondo, il 35% dei soldi, corrispondente a 637 millioni di euro, deve essere investito lì. Il 30% è diretto alle frontiere esterne terrestre invece, il 20% agli aeroporti e il 15% ai consolati dei paesi europei fuori dall’UE.

In Sicilia, il radar è già stato ribatezzato dalla popolazione locale “il mostro di Plemmirio”, dal nome della località in cui è stato installato. Si tratta di una riserva marina protetta, sulla punta ovest dell’isola, vicino a Siracusa. C’è da notare che nel raggio di pochi chilometri, vicino a Plemmirio, tra Catania e Siracusa, ci sono già due basi militari: la base NATO di Sigonella e la base di Augusta. Con il radar anti-migranti quindi, la militarizazzione della costa ovest della Sicilia prosegue. Oltre al danno ambientale, la popolazione locale teme per le ripercussioni che il radar avrà sulla propria salute. Sorprendono anche i tempi di costruzione: appena un mese. A fine dicembre infatti sono cominciati i lavori e sembra che a fine gennaio erano terminati.

Anche in Puglia le autorità hanno scelto di installare il radar in una zona naturale protetta. Secondo Antonio Mazzeo, un giornalista che si sta occupando della questione, è a Santa Maria di Leuca, tra le località “Sciuranti” e “Salanare”, che si pensa di istallare il nuovo radar, EL/M-2226 ACSR. La popolazione locale ha scoperto questo progetto tramite l’inchiesta di Mazzeo, e non ha apprezzato la notizia. Già in passato il governo aveva individuato quella zona già militarizzata come area su cui investire, e in quella occasione si era formato il comitato giulemanidallacosta di Punta Palascia, con l’obiettivo di contrastare l’ampliamento della base militare annunciato.

La terza zona conosciuta dove sarà installato il radar è l’isola di Sant’Antioco, sulla punta sud della Sardegna. Il 4 novembre scorso, la regione Sardegna ha dato in concessione alla Guardia di Finanza una porzione dell’immobile denominato “ex Stazione radio a Capo Sperone in Sant’Antioco”. Si tratta di un’area di circa 200 metri quadri, dove sarà istallato il radar a micro-onde. Come ricorda Antonio Mazzeo,”si tratta di una splendida area costiera ricadente nel parco di “Carbonia ed Isole Sulcitane”, dove sono presenti pure fabbricati particolarmente significativi dal punto di vista storico-culturale ed architettonico”. In una delle regioni più militarizzate dell’Italia, la lotta all’immigrazione clandestina giustifica quindi l’installazione di una nuova struttura militare.

Ospiti della puntata:
Alfonso Di Stefano, Antonio Mazzeo, Stefano Di Giovanni, Luca Ruberti

Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati e Elise Melot

Errata corrige: nell’audio Alfonso di Stefano è erroneamente chiamato Alfonso di Vito, ci scusiamo per questo errore.

Top