Ddl sul biotestamento: incostituzionale e inaccettabile

In vista della discussione alla Camera dei Deputati del disegno di legge sul biotestamento, le associazioni laiche si sono riunite in piazza Montecitorio per denunciare lo “scippo al diritto inalienabile di essere padroni della propria vita”. Approvato dal Senato, il disegno di legge Calabrò, in caso di voto favorevole alla Camera, obbligherebbe i medici a procedere con la nutrizione e l’idratazione forzata di pazienti in stato vegetativo. Una norma anticostituzionale sottolinea il Coordinamento laico nazionale, che contrasta apertamente con il divieto sancito dall’art. 32 della Carta ad essere sottoposti a trattamenti sanitari che non si desiderino. Per aggirare il dettame costituzionale gli estensori del disegno di legge definiscono la nutrizione e l’idratazione forzata “trattamenti dovuti” e non terapie. “L’ipocrisia è evidente” commenta Maria Mantello dell’Associazione Nazionale del libero pensiero Giordano Bruno, che sottolinea come la nutrizione forzata sia di fatto una terapia, quando un malato sta così male e non ha più neanche voglia di mangiare. “Ognuno è proprietario della propria vita” dichiara Maria Mantello “Si tratta di un diritto e di un principio fondamentale. La vita non può essere appaltata a nessun altro, a nessuna posizione fideistica o ideologica”. L’approvazione del DDL Calabrò è però uno dei risultati che premono di più alle gerarchie vaticane in questo momento e non a caso l’argomento sarebbe stato al centro delle discussioni tra il Cardinal Bertone e il premier Berlusconi in un colloquio al margine della ricorrenza dei Patti Lateranensi.
“Siamo in pieno scambio simoniaco” prosegue Mantello “In questo paese il problema non è il credente o il cattolico. Il problema è quello di una gerarchia vaticana che pensa di essere la detentrice dell’anima di tutti”.

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