Migranti: l’Italia compra radar israeliani contro i migranti

Si chiama EL/M-2226 ACSR e sta per sbarcare sulle coste del bel paese. Produce microonde e potrebbe essere pericoloso per la salute umana, ma ha il merito di poter individuare piccole imbarcazioni in un raggio di 10 miglia (quasi 20 chilometri) e di poter mantenere sotto controllo più di 100 imbarcazioni allo stesso momento.

EL/M-2226 ACSR è un radar prodotto dalla società di difesa israeliana Elta Systems. Come rivella il giornalista Antonio Mazzeo in un’inchiesta, l’Italia ha acquistato questa tecnologia per prevenire l’arrivo di “clandestini” sulle sue coste. Il radar ha fatto mostra della sua efficienza in situazione di guerra, nelle mani della marina militare israeliana, sottlinea l’Elta Systems e l’argomento sarà stato di peso per convincere le autorità italiane ed europee a comprarlo. A pagare la fattura è infatti l’Europa, grazie al fondo per le frontiere esterne gestito dall’agenzia Frontex. Il prezzo di un singolo radar non si conosce, ma si sa invece quanto costa installare e assicurare la manutenzione di queste “grandi orrecchie”: 5.461.700 euro secondo Antonio Mazzeo. “La società romana Almaviva, una società molto attiva nel settore della communicazione, dei call-center, ma anche della difesa e della sicurezza, ha vinto l’appalto” racconta Mazzeo ai nostri microfoni, “ma non c’è stato nessun bando di gara”. Almaviva installerà dunque 5 radar EL/M-2226 ACSR in altre tante località della costa italiana. Tre di queste sono conosciute e si trovano in zone che hanno in comune il fatto di essere aree ambientali protette: Gagliano del Capo vicino Lecce, l’isola di Sant’Antioco in Sardegna e Plemmirio vicino Siracusa, dove il è già stato ribatezzato dalla popolazione locale “il mostro di Plemmirio”.

La militarizazzione delle frontiere e delle coste per impedire l’arrivo di migranti prosegue dunque. Già nel 2008 l’Italia aveva acquistato, grazie a dei fondi europei, una tecnologia simile. In questo caso si è trattato di un radar mobile utilizzato in Sicilia, Puglia e Calabria, ma sempre prodotto dalla Elta Systems e gestito dall’Almaviva. “E una vera follia”, conclude Mazzeo “Si comprano sistemi d’arma da un paese in guerra, Israele, che viola costantemente i diritti umani, e si fa tutto questo per lottare contro l’immigrazione clandestina. Una vera follia”.

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