Terzo settore: prove di sciopero?

Il presidio inscenato nel pomeriggio del 17 febbraio sulla scalinata del Campidoglio è una piccola prova generale della grande manifestazione nazionale prevista per il 3 marzo. Protagonisti sono alcune centinaia di operatori e utenti dei servizi sociali del comune di Roma, che hanno risposto alla chiamata alla piazza da parte delle cooperative. Motivo della mobilitazione i pesanti tagli che la giunta Alemanno ha operato sul settore, taglia che rischiano di far fallire molte strutture, privando del servizio migliaia di utenti e del lavoro altrettanti operatori. Naturalmente le politiche capitoline non sono che un riflesso di quelle nazionali e la mobilitazione romana fa eco a quanto avvenuto a Napoli nelle scorse settimane. Il quadro generale sarebbe tanto grave da giustificare l’ipotesi di una manifestazione nazionale con relativo blocco dei servizi, strumento di lotta a cui le cooperative si sono storicamente opposte, adducendo come motivazione la sacralità dell’utenza e della prestazione del servizio.

I temi in piazza, scritti sugli striscioni e cartelli sostenuti da operatori e dirigenti delle cooperative romane (in forte rappresentanza), inneggiano tutti alla dignità del lavoro sociale.

Non sono mancate le voci di dissenso interno al presidio. Più di un gruppo di operatori si è infatti organizzato per comunicare alla piazza il proprio disappunto proprio nei confronti delle cooperative, colpevoli di aver accettato fino ad oggi una situazione insostenibile per utenti e lavoratori. Le stesse modalità con cui questa manifestazione – ritenuta tardiva e non priva di ambiguità – è stata convocata, sono state giudicate da molti operatori poco trasparenti e per nulla partecipative.

Sta di fatto che il sistema è al collasso e che la stessa idea di welfare è decisamente messa in discussione. Forse la carta dello sciopero del settore, purchè coinvolga realmente dal basso operatori e utenti, potrebbe sbloccare la situazione e avviare un nuovo processo costituente, di cui il sociale ha quanto mai bisogno.

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