Richiedenti asilo : Ospitalità “a quattro stelle”

Un complesso di villette indipendenti, con tanto di nido e piscina. Un centro residenziale a quattro stelle per stranieri. E’ la proposta avanzata dal presidente del consiglio Berlusconi e il ministro dell’interno Maroni a seguito di un recente blitz in Sicilia. Il complesso dovrebbe sorgere al posto dell’ex-residence di Mineo, Catania.  “Sarà solo un nuovo ghetto” denunciano le reti antirazziste.
L’area individuata fino a qualche mese fa era uno dei tanti villaggi della piana di Catania destinati ai militari di stanza a Sigonella, la base Nato americana. L’idea iniziale era quella di ospitare le persone tunisine in arrivo in questi giorni, ma il ministro dell’interno si è spinto oltre: “il villaggio è perfettamente funzionante ed è uno spreco utilizzarlo solo come ricovero di clandestini. L’idea del governo è quella di ospitare a Mineo tutti i richiedenti asilo, anche quelli oggi distribuiti nei centri di accoglienza di tutto il territorio nazionale”.
La proposta di “un’accoglienza solidale” non convince le realtà antirazziste del territorio: “Il ministro Maroni si è guardato bene dal chiarire se si ha l’intenzione di utilizzare stabilmente l’ex complesso USA per accogliere profughi e/o i richiedenti asilo o come ennesimo centro di detenzione ed espulsione per migranti”, affermano i rappresentanti della Rete Antirazzista Catanese e della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, “c’è il rischio che essa diventi un non luogo polifunzionale, contestualmente centro di detenzione e centro per i richiedenti asilo, dove polizia ed esercito fanno la guardia anche a donne e bambini, ed in generale a persone in attesa che venga riconosciuto il loro status di rifugiati o la protezione internazionale”.
C’è anche chi sostiene che si stia cavalcando “l’emergenza migranti tunisini” per fare del business. Il residence individuato dal nostro governo è di proprietà della Pizzarotti S.p.a., una delle più importanti società di costruzioni impegnata nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali. Tra gli ultimi progetti dell’impresa, la costruzione di una linea ad alta velocità che attraverserà i territori occupati palestinesi.
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